Libri Complessità

Pubblicato il 8 aprile 2014 | di

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Complessità 2. 2012 – SICANIA

Complessità 2-2012Complessità è la rivista del Centro Studi di Filosofia della Complessità “Edgar Morin” Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università degli Studi di Messina.
Di recente pubblicazione, il volume 2 del 2012. Contiene le riflessioni di Màrton Kaposi, Nicola Peluffo, Giuseppe Gembillo, Giuseppe Giordano, Annamaria Anselmo, Giacomo Tripodi, Maria Laura Giacobello, sul concetto di scoperta. L’incontro si è tenuto presso l’Università di Messina, in occasione della “quarta edizione della settimana internazionale della ricerca”, organizzata da Mauro Maldonato, che nell’autunno del 2010 ha collegato Napoli, Messina, Potenza, Matera, Catania e Edmonton.

Di seguito una breve presentazione dei saggi.

Kaposi, Croce esteta su Leopardi poeta. Tratta dell’interesse di Croce per l’opera di colui che definisce un poeta classico. Egli intende il Leopardi soprattutto come esteta e in campo estetico valuta l’arte leopardiana più realisticamente, accentuandone l’aspetto di letteratura del mondo. In realtà – è questa l’opinione di Kaposi – l’operosità multilaterale del poeta offre altresì diversi insegnamenti a Croce filosofo, esteta e storico della letteratura.

Peluffo, Ricerca, scoperta, invenzione: la relatività dei modelli di interpretazione (Appunti sul pensiero creativo). È la “soluzione creativa” dei problemi, quella che non può essere ottenuta con i “metodi correnti” al centro della riflessione dell’autore. Questa segue a una reazione istantanea, spontanea e relativamente efficace, e a una seconda reazione dovuta ad uno sforzo cosciente, poco efficace. Le successive osservazioni anche minime sono il lavoro creativo che prepara il dispositivo per la soluzione del problema. Per Peluffo, un modello pensato e scritto negli anni ’60 per ricerche riguardati il pensiero creativo in un’epoca in cui si occupava, oltre che di psiconanalisi, di psicologia cognitiva secondo il modello interpretativo appreso a Ginevra da Jean Piaget, si concretizza successivamente in un altro tipo di indagine, quella micropsicoanalitica. Il contenuto manifesto dei ragionamenti di allora sul pensiero creativo lo aveva spinto a conclusioni che erano il contenuto latente di quello che sarebbe venuto dopo.

Gembillo, Il volo della civetta e il canto del gallo. Riguarda la pretesa della scienza di poter prevedere gli eventi futuri e la constatazione della filosofia che il futuro è per sua essenza imprevedibile. È quest’ultima la posizione dell’autore, il quale condivide la conclusione di Hegel: il filosofo non prevede ciò che accadrà, ma comprende ciò che è accaduto ricostruendo il corso degli eventi e riflettendo su di essi per enuclearne la ragione nascosta. Ma gli individui agiscono alla cieca, senza sapere cosa effettivamente fanno? Gembillo argomenta una possibile risposta appoggiandosi al pensiero di Benedetto Croce, Edgar Morin e Niklas Luhmann, i quali partendo da presupposti sostanzialmente diversi sono giunti ad una medesima conclusione. Questa avvalora la riflessione hegeliana: tutte le nostre azioni interagiscono con innumerevoli altre azioni compiute da altri individui, sfuggendo sia alla volontà sia all’intelletto e alla coscienza di chi le ha promosse, che pensare di poterle controllare e realizzare secondo i nostri piani è solo frutto della nostra immaginazione.

Giordano, Contesto della scoperta e contesto della giustificazione: genesi e dissoluzione di una distinzione. L’autore tratta il tema della logica della scoperta, un tema centrale nella riflessione della filosofia della scienza tra Ottocento e Novecento, laddove l’attenzione è stata focalizzata in particolare sulla logica che ha guidato la scienza. Ciò ha finito con il limitare il campo dell’analisi filosofica della scienza, imponendo una distinzione rigida fra il contesto della scoperta e il contesto della giustificazione. Da storico della filosofia, Giordano ne indaga la genesi, cercando di mostrare come alla luce del paradigma della complessità tale distinzione risulti artificiosa. La spiegazione, la teoria, la conoscenza, si genera e si valuta in un sistema, all’interno di una circolarità ricca e produttiva.

Anselmo, Il soggetto e l’oggetto come “eventi”. La svolta ontologica, logica e metodologica che dal riduzionismo ha condotto alla complessità si deve a discipline come la logica, la matematica e la fisica. Tale passaggio ha modificato sia il concetto di realtà e quindi di oggetto da conoscere, sia il concetto di soggetto conoscente e il suo ruolo nell’atto conoscitivo. Si è passati dalla visione classica tipicamente riduzionista, per cui il soggetto è perennemente identico a se stesso, così come la realtà oggettiva è immutabile ed eterna, ad un soggetto consapevole di se stesso come organismo complesso in perpetuo divenire, un essere umano che partecipa all’attività conoscitiva e all’agire pratico con tutta la propria personalità.

Tripodi, Considerazioni sulla logica della scoperta. L’autore descrive la successione attraverso cui si sviluppa il processo che può condurre alla scoperta. Egli distingue due tipi di eventi di solito considerati scoperte: l’arricchimento di un insieme esistente e la formulazione di una nuova entità. Da una parte le nuove acquisizioni relative a una già definita categoria di entità, quali le scoperte geografiche o quelle di nuove specie biologiche o chimiche; dall’altra la conquista di cognizioni che consentono nuove chiavi di interpretazione dei fenomeni noti, come la scoperta delle modalità di divisione della cellula o la struttura degli acidi nucleici, che aprirono la via alla comprensione della unicità degli individui, con ripercussioni che, con forte evidenza, superano l’apparente valore del dato empirico rilevato.

Giacobello, Edgar Morin. La riforma del pensiero per la conoscenza pertinente: insegnare la condizione umana. Il saggio è dedicato alla riflessione di uno dei più stimolanti epistemologi dell’ultimo scorcio del Novecento, rivolta alla riforma dell’educazione e dell’insegnamento. È il primo, indispensabile passaggio per la riorganizzazione del pensiero e delle istituzioni, e può rappresentare un significativo contributo di Morin all’ambizioso progetto, anche in Italia in corso, di rifondare la scuola e di risituare la formazione, in modo di renderla coerente con il nuovo contesto culturale, di respiro internazionale. Una efficace rivoluzione cognitiva passa attraverso una riforma del pensiero ispirato al paradigma della complessità. La riforma del pensiero innesca quella dell’insegnamento e ne è reciprocamente condizionata. È questo lo schema ricorsivo immanente a ogni prospettiva complessa.

Il volume comprende anche altre due sezioni di altri saggi di giovani ricercatori e di recensioni di libri di importanti studiosi nazionali e internazionali.

Recensione di Luigi Baldari



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Notizie sull'Autore

Baldari Luigi

Il Dott. Luigi Baldari vive e lavora a Messina (Italia).
Dirigente medico psichiatra responsabile dell’Unità Operativa Semplice Psicoterapia Studi e Ricerche presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina.
Membro ordinario dell’Istituto Italiano di Micropsicoanalisi e della Società Internazionale di Micropsicoanalisi. Responsabile scientifico e relatore nelle sedici edizioni delle Giornate siciliane di formazione micropsicoanalitica.
Socio ordinario dell’Associazione AION, associazione per la ricerca la formazione e la diffusione della gruppoanalisi e del lavoro analitico nell’istituzione.
Socio individuale COIRAG, confederazione delle organizzazioni italiane per la ricerca analitica di gruppo.
Docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione per il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Messina.
Docente di Psichiatria del Corso di formazione specifica in Medicina generale presso l’Ordine Provinciale dei Medici di Messina.
Tiene seminari presso la Scuola di specializzazione in Psichiatria dell’Università degli Studi di Palermo.
Ha curato i volumi "Tabù delirio e allucinazione" (2009), "Le prime interazioni madre-bambino" (2011) e "Creatività e clinica" (2013), editi da Alpes

English

Dr. Luigi Baldari lives and works in Messina (Italy). 
Psychiatrist responsible for the Psychotherapy Operating Unit Studies and Research at the Local Health Authority of the province of Messina. 
Ordinary member of the Italian Institute of Micropsychoanalysis and of the International Society of Micropsychoanalysis. Scientific coordinator and lecturer in the sixteen editions of the Sicilian Days of micropsychoanalytical training.
Ordinary member of the Association AION, association for research, training and development of group analysis and analytical work in institutions.
Individual member of COIRAG, the Italian confederation for analytical group research.
Developmental and educational psychology professor at the Course for Health Professions of Rehabilitation Sciences at the Faculty of Medicine, University of Messina.
Psychiatry Professor for the General Medicine Training Course at the Local Medical Association of the Province of Messina.  
He holds seminars at the School of Specialization in Psychiatry at the University of Palermo.
He edited the volumes "Tabù delirio e allucinazione" (2009), "Le prime interazioni madre-bambino" (2011) and "Creatività e clinica" (2013), published by Alpes.



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