Biancaneve e altre vergini
8 settembre 2002
(Capitolo Secondo)
(Capitolo
Primo)
(Capitolo
Terzo)
Rigoletto
Un'opera famosa ripropone in alcune
scene parti della saga di Biancaneve.
Rigoletto era nato come La Maledizione, allusione
alla trama latente, quella dellevirazione del pene femminile
da parte del Padre. Lintenzione di Verdi e di Piave era
di raccontare la storia di una maledizione paterna sul nano
pene. Poi optarono per Tribolet, spostando
laccento sulle tribolazioni del membro stesso. E infine
Rigoletto: un pene ridicolo, fuori posto.
Rigoletto è il nano - pene
che gira intorno alla bella Gilda, e che custodisce al punto
di chiuderla in casa affinché nessuno la veda, come i
sette nani custodivano la bella vergine nella casina isolata
nel bosco.
RIGOLETTO:
Sta ben... la porta che dà al
bastione
È sempre chiusa?
GIOVANNA:
Lo fu e sarà.
RIGOLETTO:
Veglia, o donna, questo fiore
(a Giovanna)
Che a te puro confidai
Veglia attenta, e non sia mai
Che s'offuschi il suo candor.
Tu dei venti dal furore
Ch 'altri fiori hanno piegato
Lo difendi, e immacolato
Lo ridona al genitor (Atto primo Scena X)
Sulle fortezze e bastioni come
simbolo del corpo femminile, porte dellorifizio genitale,
e chiavi come simbolo del pene che le apre, Freud ci ha illuminato
in Simbolismo nel sogno. La porta che dà
al bastione e che è sempre chiusa, è dunque
lorifizio genitale di Gilda.
Rigoletto deve difendere il fiore di Gilda dei venti dal
furore chaltri fiori hanno piegato. Come il serpente
biblico e come i sette nani di Biancaneve, anche il nano Rigoletto
è dunque lo strumento apotropaico contro la deflorazione.
Rigoletto, come i nani di Biancaneve,
va ogni giorno alle sue fatiche, per tornare a casa dal suo
inviolato tesoro, che, fino a quando è in vicinanza del
nano, rimane completa, vergine, non - evirata. Ma arriva il
Duca che svolge nell'opera lo stesso ruolo che il Principe svolge
nella fiaba. Solo l'ordine degli avvenimenti è leggermente
invertito per assecondare la trama manifesta: Gilda prima incontra
il duca e poi muore, mentre nella fiaba l'ordine degli avvenimenti
era all'inverso. Come nei sogni, avviene un'inversione cronologica,
ma il senso è lo stesso. Se Gilda fosse morta allinizio
invece che alla fine e fatta resucitare, il contenuto
latente sarebbe diventato manifesto.
Rigoletto, il nano - pene di Gilda era innamorato del Duca come
Biancaneve lo era del Principe: Pari siamo...Io [sono]
la lingua [la clitoride, nascosta nella vulva, come la lingua
è nascosta nella
bocca], lui il pugnale! [il pene maschile], Luomo
son io che ride...!... Questo padron mio,
Giovin, giocondo, sì possente, bello,...!
(Scena VIII).
Rashi spiega: Ogni riso (Sehoq) è segno
didolatria, di spargimento di sangue e dincesto,
concetti associati a uno sfogo libidinoso.
Monterone maledice Rigoletto -
pene, come il Signore aveva maledetto il serpente di Eva. Lillustrazione
ci mostra Rigoletto piegato sotto la maledizione di Monterone,
il Padre offeso, a terra che quasi striscia. Viene evirato,
come il serpente biblico.
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Il nano |
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Biancaneve |
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Il Principe
e Biancaneve |
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La conferma che Rigoletto, nano
e pene di Gilda, sia il serpente, viene dal testo stesso:
MONTERONE:
Slanciare il cane a leon morente
è vile, o Duca... e tu, serpente,
(a Rigoletto)
tu che d'un padre ridi al dolore,
sii maledetto!
RIGOLETTO:
(da sé colpito)
(Che sento! orrore!) (Atto Primo Scena Prima)
Dunque, il leon morente
Padre è Monterone, e il serpente è Rigoletto.
Più esplicito di così non avrebbe potuto essere.
Dal testo emerge anche unaltra allusione, e cioè
che Rigoletto, pene di Gilda, appartiene al Padre: Lo
difendi, e immacolato Lo ridona al genitor. E questi
il Pantokrator, che fa i peni e li evira a suo piacimento. I
magistrali spostamenti allinterno del testo non ci devono
indurre in errore. Anche se il contenuto manifesto di al
genitor sembra riferirsi a Rigoletto, poi tu che
d'un padre ridi al dolore ci mostra qualè
il contenuto latente della scena e chi sia il Padre a cui si
riferisce.
Il Padre offeso che maledice ed evira Rigoletto, pene di Gilda,
ci riconduce a quello che ci dicono Abraham e Freud parlando
del bambino che è convinto che la femmina sia stata evirata
dal padre come punizione.
Infatti, ...io sono il Signore che umilio lalbero
alto e innalzo lalbero basso; faccio segare lalbero
verde e germogliare lalbero secco. Io, il Signore, ho
parlato e lo farò (Ez.,17,24).
Dunque Lui, Signore, Monterone, Lupo e Conte di Almaviva evira
gli alberi o li fa germogliare, ovvero decide quale albero sarà
maschio e quale femmina.
Dietro allintuito, confermato dalla scienza, che sia il
Padre a decidere del sesso del feto dando un cromosoma piuttosto
che un altro, vi è certamente la sapienza
a priori che sia il Signore a decidere quali peni
evirare e quali lasciare intatti.
Lopera finisce con il grido straziante di Rigoletto sul
corpo inanime di Gilda: La
Malediziooone!!. Questo infatti avrebbe dovuto essere
il titolo dellopera.
Linversione è chiara. E infatti Gilda colei
che grida sul suo pene evirato. Il cadavere vero è quello
di Rigoletto.
Le immagini, come le rappresentazioni oniriche, condensano sempre
più di un significato, e spesso due significati opposti.
Dal cadavere di Gilda emerge, proprio al centro del suo corpo,
un enorme Rigoletto - pene. Come ci ha mostrato Abraham: "Il
bambino ha la concezione secondo cui la donna possiede un pene
tenuto nascosto nel corpo ma molto grosso. In questo deve penetrare
quello più piccolo delluomo» (Karl Abraham,
«Una teoria sessuale dei bambini non considerata»
(1925), in Opere, B.Boringhieri, Torino 1975 e 1997, vol.I,
p.396) Come la Madre Terra, dopo il Diluvio, aveva fatto uscire
da sé stessa un enorme Pitone (Ovidio, Metamorfosi, I,435
- 445)
La Terza Mela
Abbiamo visto finora come due
mele siano state proposte a due vergini e abbiano provocato
la loro caduta.
Pare proprio che le mele, anche se non fanno salire il colesterolo
nel sangue, siano dei frutti estremamente pericolosi.
Una terza mitica mela provocherà un disastro di proporzioni
ancora maggiori.
Intendo naturalmente quella offerta da Paride ad Afrodite.
Freud ha dimostrato come, nei miti e nelle fiabe, la scelta
di una donna su tre, rappresenti la scelta della Morte 1
.
Questa volta la morte sarà quella di Troia e dei suoi
abitanti.
Se le prime due mele erano state offerte a due vergini, qui
pare che sia invece stata data ad una dea che aveva tutto tranne
che questa peculiarità.
Della triade di dee greche tra le quali Paride deve scegliere,
solo Atena portava come simbolo la propria verginità,
con la lancia in una mano e la testa della Gorgone sul petto
come mezzi apotropaici per difenderla.
Tranne che in questo caso, in tutto il folclore occidentale,
quando si tratta di scegliere tra tre donne, è esplicito
o implicito che queste siano tre vergini : Poseidone che sceglie
la Medusa tra le tre Gorgoni, Ades che sceglie Persefone nella
triade verginale olimpica, Mercurio che sceglie Erse, una tra
le tre figlie vergini di Cecrope, Lear che [non] sceglie Cordelia
e il Principe che sceglie Cenerentola tra le tre sorelle da
maritare.
La verginità di queste triadi di donne ha il suo precedente
nelle triadi dei mostri femminili fallici pre-olimpici e in
quella olimpica Atena-Artemide-Estia (La terza dea sostituisce
Persefone dopo che questa era stata deflorata da Ade).
Inoltre la loro verginità è implicata dal loro
numero, il numero tre. Questo è infatti il simbolo del
genitale maschile completo e inviolato
2,
che nella fantasia infantile è simile in tutto e per
tutto a quello femminile
3.
In tutti questi casi un uomo deve scegliere tra tre vergini
ed è implicito che lo scopo sia la deflorazione.
Poiché il numero tre è il simbolo del genitale
maschile inviolato, il suo equivalente è quello femminile,
uguale a quello maschile, non evirato dalla deflorazione, che
nella fantasia infantile è considerata un atto di evirazione.
Alla minaccia di deflorazione-evirazione le triadi femminile
contrappongono il proprio numero, il tre, simbolo della loro
verginità-inviolabilità, e questo numero funge
anche da strumento apotropaico.
Quindi anche la scelta tra le tre dee, Era, Atena e Afrodite
doveva necessariamente essere stata la scelta tra tre dee vergini,
in quanto la verginità è implicata dal loro numero.
La forma mentis della cultura occidentale non può
percepire una situazione in cui una triade femminile non sia
verginale: sarebbe una vera e propria contraddizione nei termini.
Il mito di Paride che sceglie tra Era, Atena ed Afrodite è
una sovrapposizione che ci presenta solo lepifania esteriore,
celando i contenuti reali e latenti del mito.
La parte esplicita condensa già, attraverso una compressione,
la figura della vergine scelta e la deflorazione che ne consegue
nella figura di Afrodite che è la dea dellamore
e dellerotismo. Ovvero il mito ci presenta già
il simbolo del risultato finale di questa scelta.
In tutta la mitologia occidentale lequazione è
sempre deflorazione = Morte, e questo ci ricollega anche a quello
che dice Freud, che la scelta della terza fra tre donne corrisponda
alla scelta della Morte e, come ha rilevato, Afrodite era lunica
tra le tre dee associata allAverno 4.
Quello su cui noi ci focalizzeremo è che nel nostro caso
la scelta avviene per mezzo di una mela, poiché Paride
avrebbe potuto scegliere tra le tre dee anche indicandone una
con un semplice gesto della mano. È la mela che ci interessa,
quella che aveva provocato la caduta di Eva e la morte di Biancaneve.
Come ci ha mostrato Freud, il frutto simboleggia il seno, il
corpo della donna stessa e noi, sulla scia di questa rivelazione,
abbiamo interpretato la relazione di Eva e di Biancaneve con
la mela come un rapporto autoerotico.
Le tre dee danno a Paride la mela, affinché questi la
dia ad una di loro e indichi attraverso questa la sua scelta.
Dando alleroe troiano il frutto, ovvero il proprio corpo,
gli si offrono. E lui ne sceglie una delle tre. Anche in questo
mito la seduzione avviene attraverso la mela, solo che qui avviene
uninversione e, apparentemente, il sedotto è luomo
e non la donna. Lo stesso tentativo dinversione era apparso
anche nel mito biblico in cui Eva propone la mela ad Adamo,
ma ci pare di essere riusciti a svelare i veri contenuti di
questa condensazione. Il testo stesso si era tradito raccontandoci
di un serpente che propone la mela alla nostra madre primigenia.
Come si fa durante gli scavi archeologici, se leviamo gli strati
superiori per svelare quello che si cela sotto, dopo aver tolto
le sovrapposizioni posteriori rimaniamo con una mela che viene
proposta ad una vergine, nellepifania manifesta invertita
della figura di Afrodite. Ed ecco che il ciclo si chiude, poiché,
se lo stesso rapporto autoerotico di Eva con la sua mela aveva
portato a una morte simbolica e alla sua evirazione-deflorazione,
e il rapporto di Biancaneve con lo stesso frutto si era svolto
secondo gli stessi parametri, anche la scelta di Afrodite e
il suo rapporto con la mela si condensa nella rappresentazione
della deflorazione e della morte.
Quella che era stata, apparentemente, la seduzione da parte
della dea di un eroe troiano celava negli strati più
profondi un rapporto autoerotico, come nello strato originale
del mito biblico.
A questo strato si sovrappone e condensa la rappresentazione
di un rapporto eterosessuale, che venne dopo, come era venuto
dopo per Eva e per Biancaneve.
In questo strato Paride adempie la stessa funzione di Adamo
nel mito biblico e del Principe azzurro nella fiaba di Biancaneve.
Egli è il Salvatore che redime le vergini dal proprio
stato, proponendo loro il proprio pene, dopo che un rimosso
peccato di masturbazione aveva fatto perdere loro il proprio.
La loro morte rappresentava la perdita del pene. La deflorazione
condensava in un unico atto sia questa perdita (evirazione)
sia lo stadio successivo della compensazione.
Come masturbazione aveva significato evirazione, morte e deflorazione,
questultima fase del ciclo si trasfigura, attraverso lofferta
del pene maschile, in riscatto, compensazione e vita, percorrendo
allinverso le fasi precedenti.
Questa è la saga del genitale femminile, la sua Caduta
e la sua risalita, la sua perdita e la sua salvezza..
Latto eterosessuale fa un undoing della masturbazione
infantile e distilla dallattività genitale la sua
componente peccaminosa, e qui ci ricolleghiamo alla saga biblica:
Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli
ti dominerà(Gn.3/16), ovvero: dipenderai dal
pene maschile per venire salvata. Fino a che non arriverà
il Principe Azzurro sul suo destriero sarai addormentata, in
coma, morta.
Da qui anche la fantasia delle fanciulle che immaginano di venire
salvate e portate via dal Principe su un cavallo, simbolo fallico
maschile, come gli eroi greci avevano salvato Elena
di Troia per mezzo di un cavallo che aveva penetrato la città.
Ma cè ancora qualcosa che stuzzica la nostra curiosità,
che disturba il nostro riposo, sugli allori del materiale ritrovato.
Abbiamo trovato tre mele, proposte a tre giovani vergini.
La prima offerta da un serpente, la seconda da una vecchia,
associata attraverso una quasi dimenticata leggenda ebraica
ugualmente ad un serpente, e la terza da un giovane eroe.
Questa volta associare Paride ad un serpente ci riuscirà
difficile.
Paride Alessandro è colui che difende,
questo è il suo nome, ovvero, è uno strumento
apotropaico, come i serpenti dei mostri fallici pre olimpici,
il cui compito era difendere lorifizio della vergine.
Il mito di Paride e delle sue origini è come quello di
tutti gli Eroi che, figli di re e nati da nobile famiglia, furono
percepiti dal padre come una minaccia al suo potere, furono
esposti appena nati, salvati miracolosamente e diventarono Eroi
e salvatori del proprio popolo, spodestando il padre e prendendone
il posto.
Con le parole di Freud: Eroe è colui che coraggiosamente
si leva contro il padre e alla fine lo supera vittoriosamente
5.
Dai riti iniziatici arcaici sappiamo anche che lo scopo finale
del rito è lidentificazione con il padre e latto
eterosessuale distillato dalla sua connotazione incestuosa.
Freud, citando lopera di Otto Rank 6,
enumera la lista degli Eroi che appartengono a questa categoria:
Sargon, Ciro, Romolo, Edipo, Karna, Paride, Telefo, Perseo,
Eracle, Gilgamesh, Anfione e Zeto e naturalmente il suo Mosè
7.
Tutti questi Eroi sono i vicari della congregazione dei fratelli
che compiono limpresa eroica, che non è altro che
la trasfigurazione di riti diniziazione arcaici rimossi,
uccidendo un mostro che minacciava la collettività.
Nei casi di Sargon, Ciro e Romolo non vi è traccia di
uccisione di mostri (probabilmente basta cercar meglio) ma diventarono
grandi re fondatori di città o di imperi (nella saga
di Romolo le tracce di un mostro fallico emergono nella raffigurazione
della lupa che allatta i gemelli). Fondare una città
è sinonimo di rapporto eterosessuale poiché, come
spiega Rashi: le città sono dette figlie,
e questo ci riporta al primo atto eterosessuale che viene consumato
a conclusione del rito iniziatico. La fondazione di Roma e il
ratto delle Sabine sono la scomposizione in due atti separati
della stessa impresa iniziatica. I primi Romani erano lorda
sbandata dei fratelli, emarginati dal campo principale (Alba).
Banditi, criminali, fuggitivi, come lorda fraterna descritta
da Freud. Tenuti lontano dalle femmine, irrompono nel campo
principale per prenderle con la forza.
Nel caso di Mosè, la censura biblica represse le tracce
di un mostro ucciso che emergono, ciononostante, nella descrizione
di Mosè che trasforma il bastone in serpente (Ex.7/10)
e di nuovo quando sconfigge i serpenti e il loro morso attraverso
il serpente di bronzo da lui creato (Nm.21/8-9). Inoltre
Mosè, prima di diventare capo e condottiero, uccise lEgiziano
che stava percuotendo a morte un Israelita (Ex. 2/11-12),
traccia dellatto eroico, facente parte dei riti della
pubertà tribali che in alcune tribù africane si
consuma ancora ai giorni nostri solo quando il giovane novizio
ha ucciso un nemico 8.
Della lista che abbiamo davanti, oltre Mosè che salvò
il suo popolo maneggiando serpenti, abbiamo Perseo che uccide
la Medusa, il cui simbolo fallico erano i serpenti terrificanti
che aveva al posto dei capelli. Ercole bambino strangola un
serpente e poi uccide lIdra di Lerna, tagliando le sue
numerose teste, che possono facilmente venir equiparate a serpenti
in associazione alla testa della Medusa-serpenti e a come queste
numerose teste sono raffigurate.
Siamo ancora in alto mare.
Tuttavia i serpenti erano apparsi improvvisamente mentre gli
Achei stavano avvicinandosi a Troia.
Passarono altri otto anni prima che fossero riuniti
di nuovo in Aulide e pronti per la partenza. Un secondo segno
premonitore avrebbe dovuto fermarli. Durante un sacrificio propiziatorio
apparve un serpente dal dorso rosso che si avventò su
un platano sulla cui cima c'era un nido, e inghiottì
otto fringuelli e la madre [come il serpente e lalbero
biblici, come Ladone attorcigliato intorno allalbero delle
Esperidi, e come Inanna e il serpente che aveva nidificato nel
suo albero e le impediva di avvicinarsi]. Calcante,
l'indovino, non esitò: la guerra sarebbe durata nove
anni e soltanto nel decimo Troia sarebbe caduta. Gli stolti
decisero di proseguire ugualmente. Nel viaggio verso Troia si
fermarono a visitare il santuario della dea Crise. Il serpente
a lei sacro, custode del tempio, attaccò gli Eroi più
vicini e morse al piede Filottete, che fu abbandonato a Lemno.
Ancora una volta non vollero ascoltare i segni del cielo.
( Wargames per una clonazione, in http://www.nextonline.it/archivio/11/09.htm)
Per ora, lunica cosa che associa Paride a un serpente
è che leroe troiano fa parte di una lista di Eroi
dove solo tre di questi possono venire associati direttamente
al rettile, e che i serpenti si erano eretti a strumento apotropaico
tra gli orifizi di Troia e della sua regina, e gli eroi greci
che minacciavano di penetrarli.
.
Paride è lunico di questa lista che non fece assolutamente
niente di eroico, tranne che sedurre una bella donna, se questa
impresa da gigolò si può definire tale,
e Omero lo descrive come un vile che riesce a salvarsi solo
nascondendosi sotto le sottane della dea che lo aveva adottato.
Latto di seduzione di Elena non solo non portò
la salvezza al suo popolo, bensì la rovina più
completa.
Ma abbiamo altri eroi-dei, che non fanno parte di questa lista,
il cui atto iniziatico è associato al serpente: Apollo
e il Pitone, San Giorgio e il drago, Tamino e il serpente (leroe
del mozartiano Flauto magico), e un altro il cui
atto iniziatico fallì e non poté essere consumato,
Orfeo (nel mito di Orfeo ed Euridice).
Riassumiamo quello che abbiamo in mano finora:
Paride fa parte di una lista di eroi, limpresa eroica
dei quali è preceduta da una nascita, una caduta e una
rinascita che li porterà a nuove altezze.
Di questa lista di eroi, almeno tre sono associati al serpente
attraverso limpresa eroica.
Abbiamo altri eroi la cui impresa è associata al rettile
ma non fanno parte di questa lista.
Paride apparentemente non è associato al serpente e non
compie nessuna impresa, ovvero compie un atto che è lantitesi
assoluta dellimpresa eroica in quanto questo porta alla
perdizione, invece di portare alla salvezza del suo popolo.
Come dicono i Francesi: Parlez bien, parlez mal, mais
parlez de moi.
Lantitesi di unimpresa eroica è pur sempre
unimpresa eroica.
Eppure, anche qui, il serpente cè, anche se non
si vede
Qual chi veduto
in montana foresta orrido serpe
risalta indietro, e per la balza fugge
di paura tremante e bianco in viso,
tal fra le schiere de' superbi Teucri,
l'ira temendo del figliuol d'Atreo,
l'avvenente codardo retrocesse. [come il serpente biblico]
Ettore il vide, e con ripiglio acerbo
gli fu sopra gridando: Ahi sciagurato!
Ahi profumato seduttor di donne, [come il serpente biblico]
vile del pari che leggiadro! oh mai
mai non fossi tu nato, o morto fossi [morte = evirazione]
tu ch anzi esser marito, che
certo il mio voto, e per te stesso il meglio,
più che carco d'infamia ir mostro a dito. [linfamia
del serpente biblico]
Odi le risa de' chiomati Achei,
che al garbo dell'aspetto un valoroso
suspicio rida prima, e or sanno a prova
che vile e fiacca in un bel corpo hai l'alma. (Il., III)
[vile...fiacca = afflosciamento]
Risaltare indietro...retroceder...sinonimi di afflosciamento
attribuiti al pene che non è in erezione. Freud ha attribuito
il simbolo del serpente al pene afflosciato
9.
Secondo me, avrebbe dovuto compiere un passo ulteriore e stabilire
lequazione pene afflosciato = clitoride = fantasmatico
pene femminile.
Cerchiamo ora di sviluppare la negativa dellistantanea
che abbiamo scattato.
Gli eroi positivi, Mosè 10,
Apollo 11,
Perseo 12,
San Giorgio, Pamino uccidono o esorcizzano il serpente, salvano
il loro popolo e ottengono la bella 13.
Leroe Orfeo non riesce nella sua missione, provoca la
morte della sua amata, e quindi diventa, in questo contesto,
un eroe negativo. Non riesce ad esorcizzare il serpente, fallisce
miseramente e il risultato è la Morte.
Come Orfeo, Paride, lEroe nato per esserlo, si trasforma
in anti-eroe poiché....
La risposta è: poiché, come Orfeo, fallisce la
sua missione.
Qualera la sua missione? Era quella di esorcizzare il
serpente, di ucciderlo. E invece Paride si identifica con questo
e propone alla bella vergine la mela, come se fosse il serpente
di Eva e quello di Biancaneve.
Paride Alessandro, che era nato per difendere, come
è chiaramente indicato dal suo nome e per gli antichi
il nome era il destino, compie il suo Fato fungendo da strumento
apotropaico, invece di sconfiggere (evirare) il fallo femminile
ed esorcizzarlo, come avevano fatto invece gli altri eroi. Nellistantanea
fotografata di questo stadio del mito, si identifica con
il serpente e porta la perdizione e la Morte sulla donna
che, come serpente, ha sedotto a un rapporto autoerotico. Ovvero,
diventa colui che difende lorifizio femminile
e si identifica con questo invece che identificarsi con il fallo
maschile, scopo e fine di tutti i riti iniziatici. La donna
si aspettava da lui la salvezza = pene maschile, e invece riceve
un fallo feminile: risalta indietro, e per la balza
fugge di paura tremante e bianco in viso... che vile e fiacca
in un bel corpo hai l'alma
Nella tragedia eschilea de I sette contro Tebe avviene
la stessa cosa.
Sette Eroi difendono le sette porte di Tebe, i sette orifizi
della donna. Eteocle, il difensore della settima porta, lorifizio
principale attraverso il quale sarebbe dovuta avvenire la penetrazione
eterosessuale, muore poiché, come Paride, invece di identificarsi
con lattaccante, si era messo a strumento apotropaico
dellapertura vaginale. Il messaggero riporta al Coro delle
donne il risultato della battaglia: «Lesito è
buono, in complesso, alle prime sei porte. La settima fu scelta
esclusiva del santo principe, patrono del sette di Apollo: così
si concretava - rovina al ceppo di Edipo - il delirio antico
di Laio» (I Sette contro Tebe, vv. 797-802).
Nella Bibbia il punto debole di una città è chiamato
'Ervà, genitale. Ervat ha'ir,
è la porta della città. Tebe dEgitto, alla
quale la Tebe greca si è ispirata e da cui ha preso il
nome, era detta da Omero La città dalle cento
porte. Quando i fratelli di Giuseppe incontrano il fratello,
ora vicerè dEgitto, a Tebe, poichè questa
era la capitale durante la XVIII dinastia, questi li accusa
di essere spie: Voi siete spie, voi siete venuti a scoprire
i punti deboli (Ervà) del paese (Gn.,
42,8). Scoprire i punti deboli, in ebraico Legalot
Ervà, è la stessa frase usata per incesto,
e il punto debole delle fortificazioni di una città era
sempre la porta, che per questo veniva fortificata con particolare
attenzione.
Nella saga della guerra di Troia cè un altro Eroe
associato ai serpenti che, come Paride Alessandro, fa una brutta
fine: Laoconte.
Gli Achei erano pronti, con il loro cavallo in erezione a deflorare
la città, a portarle la Salvezza e a consumare latto
eroico, ed ecco che Laoconte si oppone. Non vuol permettere
al fallo cavallo di compiere la sua missione: "Timeo
Danaos et dona ferentes" (Eneide, II, 49).
Il dono che gli Achei stavano portando alla donna città
regina era lo stesso che i Tre Magi porteranno alla Vergine,
il pene bambino che lei si aspettava.
Come Eteocle e come Paride, Laoconte si pone a strumento apotropaico
davanti allorifizio femminile, e come loro ne paga le
conseguenze. Chi di spada ferisce, di spada perisce,
e chi in veste di serpente si oppone, da un serpente viene strangolato.
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Laoconte:
serpente tra serpenti |
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© Iakov Levi
Note:
1
S.Freud, La Scelta degli Scrigni, in op.cit.,
Vol. 7, p. 215. Freud dice: La terza delle sorelle
non soltanto non è più la Morte, ma è adirittura
la più bella tra le donne, la più buona, la più
desiderabile, la più degna di essere amata. Questa sostituzione
non era tecnicamente affatto difficile: era predisposta da unantica
ambivalenza, e si realizzò attraverso antichissime connessioni
che non potevano essere state dimenticate da troppo tempo.
La stessa Dea dellAmore, che adesso prendeva il posto
della Dea della Morte, in origine si era già identificata
con lei. Persino la greca Afrodite non si era completamente
disgiunta dai suoi rapporti con lAverno, benché
da lungo tempo avesse ceduto il suo ruolo ctonico ad altre figure,
quali Persefone e Artemide-Ecate triforme.
2
Freud, Simbolismo nel sogno, in op.cit.,
Vol. 8, p.326. 
3
Freud, Teorie sessuali dei bambini, in op.cit.,
Vol. 5, pp. 456-8. 
4
Per come Afrodite sia stata una dea associata allAverno
vedi Freud, La Scelta degli scrigni, in op.cit.,
p.215. 
5
S.Freud, LUomo Mosè e la religione
monoteistica , primo saggio, in op.cit., Vol. 11,
p. 341. 
6
Der Mythus von Geburt des Helden, N.5 della collana
Schriften zur angewandten Seelenkunde, Vienna
1900. Freud cita lopera di Rank in op.cit., p.
340.
7
S. Freud, ibidem, p. 341. 
8
T. Reik, ibidem, p. 122. 
9
S.Freud, «Simbolismo nel sogno», in op.cit.,
1989, Vol. 8, p.327. Teniamo a mente quello che dice qui Freud:
« Ai simboli sessuali maschili meno comprensibili appartengono
certi rettili e pesci, soprattutto il famoso simbolo del serpente».
Malgrado Freud definisca il serpente un simbolo fallico maschile,
probabilmente è stato indotto in errore dal fatto che
la donna viene fantasticata con un pene simile a quello
maschile. Freud stesso dice: Anche la donna infatti possiede
nei suoi genitali un piccolo membro, a somiglianza di quello
maschile, e questo piccolo membro, la clitoride, svolge nellinfanzia
e nelletà che precede i rapporti sessuali la medesima
parte del membro più grande delluomo.
Quindi non dobbiamo meravigliarci se si crea qui una confusione.
In una lettera a Fliess del 26 Luglio 1904 dice: Until
now I did not know what I learned from your letter-that you
are using [the idea of] persistent bisexuality in your treatments.
We talked about it for the first time in Nuremberg while I was
still lying in bed, and you told me the case history of the
woman who had dreams of gigantic snakes. At that time you were
quite impressed by the idea that undercurrents in a woman might
stem from the masculine part of her psyche. (The Complete
Letters of Sigmund Freud and Wilhelm Fliess 1887-1904, Translated
by Jeffrey Moussaieff Masson,The Belknap Press of Harvard University
Press Cambridge Massachusetts, and London-England, 1995,
p.465)
Freud aveva quindi percepito inconsciamente lassociazione
serpente-parte maschile della donna, ovvero la clitoride come
parte fallica pre vaginale, poiché se avesse interpretato
il serpente come pene maschile, non avrebbe sollevato la questione
della bisessualità in questo legame associativo ma avrebbe
interpretato il sogno come un desiderio della donna verso il
pene maschile.
Questo simbolo si chiarisce quando si nota che nella mitologia
sia occidentale che orientale il serpente funge da simbolo della
componente femminile. Ovidio dice esplicitamente che la Madre
Terra generò da sé stessa il Pitone, il proprio
simbolo fallico, percepito come enorme dalla fantasia infantile.
Inoltre, il serpente è sempre associato alla donna e
appare esclusivamente in un contesto insieme a questa, fonti
dacqua e serpenti, e la raffigurazione del serpente con
il corpo di donna nella Cappella Sistina di Michelangelo.
In un commento al saggio di Abraham (K.Abraham, op.cit., vol.
II. p. 510) Freud dice: A proposito del bastone di
Mosè davanti al faraone sarebbe da rilevare anche il
particolare assai indicativo che la metamorfosi del duro legno
nel flessibile serpente non è nientaltro che la
raffigurazione scoperta ( invertita) dellerezione, in
un certo senso il fenomeno più sorprendente nel quale
luomo si sia imbattuto.
Avraham stesso, parlando del bastone di Mosè, scrive
(ibidem, p.561, nota 60) : Il processo dellerezione
ha evidentemente sempre dato impulso in misura straordinaria
allattività fantastica; la trasformazione del bastone
(fallo) nel serpente significa il ritorno del fallo allo stato
di afflosciamento.
Reik sostiene che il serpente sia il simbolo del pene maschile
poichè simboleggia lerezione (T.Reik, Pagan
Rites in Judaism, New York 1964, p.85). Sembrerebbe che
la confusione ricalchi proprio quella infantile difronte allenigma
del pene femminile. Erezione come sostiene Reik o afflosciamento
come sostengono Freud e Abraham? Cè o non cè?
È difficile comprendere questa grande resistenza dei
padri della psicoanalisi nellarrivare allovvia conclusione
che il serpente non può essere il simbolo del pene maschile
proprio perché è afflosciato e non eretto.
Interpretare questo simbolo come quello della clitoride avrebbe
risparmiato tutte queste acrobazie.
Anche gli esercizi erotici delle interpreti di rappresentazioni
pornografiche in cui si vedono donne che manipolano serpenti,
non sono altro che la raffigurazione della masturbazione femminile.
Come ci ha insegnato la psicoanalisi, le maggiori resistenze
vengono attivate proprio per non riconoscere il significato
esplicito della rappresentazione. Freud, Abraham e Reik, i giganti
della penetrazione psicoanalitica, sono inciampati nel proprio
narcisismo maschile e non sono riusciti a riconoscere quello
che avevano davanti agli occhi. La resistenza deriva dal terrore
dellidea di un pene femminile con il quale la donna possa
masturbare. 
10
Nel caso di Mosè il rapporto eterosessuale sembra
staccato dalle imprese collegate al serpente. Le imprese eroiche
che portano al suo matrimonio sono luccisione dellEgiziano
(Ex.2/12) e il salvataggio delle figlie di Ietrò-Reuel
(Ex.2/16-17). In associazione diretta con queste due imprese
gli viene data in moglie Zippora (Ex.2/21). 
11
Apollo uccide il Pitone e salva lumanità
terrorizzata e poi sinnamora, per la prima volta, di Daphne,
figlia di Peneo. Anche se nello svolgimento posteriore non
la ottiene e questa si trasforma in albero per sfuggirgli, questa
è una sovrapposizione di un altro mito, che appartiene
alla saga della donna. 
12
Perseo uccide la Medusa e ottiene Andromeda. 
13
Nella storia di questi ultimi due eroi, che sono molto
posteriori in rapporto ai primi, lelemento dellatto
eroico compiuto in nome di tutta lumanità viene
soppresso e si condensa con il premio finale dellatto
eterosessuale. Vediamo che più il mito è arcaico,
più appare chiara lazione eroica come atto di salvataggio
di tutta la collettività. Più il mito è
recente, più laccento si sposta sullaspetto
dellatto eterosessuale. San Giorgio e Pamino sembra che
compiano lazione eroica esclusivamente per salvare la
principessa, e così sarà anche in tutte le fiabe
medioevali dove un giovane compie azioni straordinarie per avere
in sposa la principessa. In realtà questa è una
condensazione che apparentemente sopprime lelemento dellatto
eroico come impresa a favore della collettività, che
era lelemento base dei miti arcaici come tracce dei riti
iniziatici tribali, e che nei miti posteriori viene rimosso.