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Direttore scientifico: Prof. Nicola Peluffo | Direttore editoriale: Dott. Quirino Zangrilli 
Scienza e Psicoanalisi
 

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Articolo di Iakov Levi  
 
 

Senza confini: il caso borderline dell'Europa unita

7 febbraio 2003

per necessità di natura i forti tendono tanto a dissociarsi,
quanto i deboli ad associarsi (Nietzsche) *

Freud ci ha mostrato che il numero tre è il simbolo del genitale maschile, e come tale sia diventato numero sacro 1.
Il giglio francese tripartito, il triscele, stemma della Sicilia e dell’isola di Mann, sono un simbolo fallico equivalente all’acquila romana, bizantina, absburgica e russa.
Il numero tre corrisponde alla completezza e al tutto. È un numero sacro in quanto completo. Fare un undoing di questa completezza, l’evirazione, diventa un atto sacrilego.
Per gli antichi il sacer era tale in quanto inavvicinabile.
La formula diventa: evirazione = profanazione = sacrilegio.
Questo simbolo, il tre, appare negli stemmi araldici e nelle bandiere poiché esso è il simbolo della sovranità e dell’inviolabilità. Per questo funge anche da strumento apotropaico e da ammonimento: «Guardate il nostro simbolo fallico è completo, inviolato e quindi intoccabile = sacro».
Quando il giglio francese fu sostituito dal tricolore, sostituirono un simbolo fallico con un altro, ma non esattamente equivalente.
Il tre del tricolore ha, infatti, anche un significato in più, poiché, salendo di un gradino nella scala dell’astrazione, lo si è reso più generale.
Alla stilizzazione del genitale veniva attribuito anche un significato di minaccia di un padre sovrano e tirannico, che ostenta davanti all’orda terrorizzata dei figli il proprio simbolo fallico per esorcizzarli in un’obbedienza cieca.
Infatti il simbolo stilizzato del genitale, come il giglio francese, o la rappresentazione simbolica di questo nella figura di uccello, è un simbolo apotropaico non solo verso il nemico, ma bensì verso il popolo stesso.
Questi erano i simboli fallici dei sovrani assoluti, padri dei loro popoli.
Quando i fratelli coalizzati si ribellarono, proclamando libertà, fraternità, uguaglianza, detronizzarono i propri sovrani, evirarono dalle proprie bandiere i loro simboli fallici, e li sostituirono con il proprio: un tricolore, in cui il numero tre assunse il significato, oltre che di sovranità, anche di libertà, d’indipendenza e di uguaglianza tra tutti i fratelli, coalizzati contro la tirannia del Padre.
Non è quindi strano che numerosi paesi occidentali abbiano il tricolore come proprio simbolo fallico nazionale, e questo è anche il simbolo della libertà e dell’uguaglianza.
La sovranità, rappresentata dal tricolore, non è infatti intesa solo come tale in rapporto alle altre nazioni ma, prima di tutto, come sovranità del popolo vis à vis i propri sovrani detronizzati.
Le monarchie costituzionali si astennero, infatti, dall’esporre stilizzazioni del genitale o simboli fallici sulle proprie bandiere, e questi rimasero l’emblema delle monarchie assolute. Gli Inglesi hanno scelto di esporre come simbolo nazionale triplici strisce ma intersecantisi, sintesi di una collaborazione tra le varie classi, regime del padre insieme a quello dei figli.
Ugualmente, i Savoia, che oltre ai sovrani francesi post-rivoluzionari furono i primi sovrani costituzionali dell’Europa continentale, adottarono il tricolore e vi aggiunsero sopra il proprio emblema genitale, la croce sabauda, simbolo di un regime di collaborazione tra Padre e Figli.
I movimenti di liberazione nazionale e l’istituzione di repubbliche, al posto dei vecchi imperi, di questi ultimi duecento anni, vanno interpretati non solo in senso ristretto, ma anche come espressione di un movimento generale di rivolta contro l’autorità del Padre, che risucchia le sue energie e ha le sue radici nella ribellione dell’orda primordiale contro il padre primigenio: uno sviluppo storico che ha il suo precedente nella lontana preistoria dell’umanità.
La Rivoluzione Francese rappresenta la scintilla che ha reattivato il fuoco della ribellione preistorica, dopo che un millenario senso di colpa collettivo aveva indotto i popoli a riaccettare la sovranità dell’imago paterna, prima come imperatori romani, e poi nella loro continuazione nei sovrani assoluti a cui si sottomise l’Occidente con la crisi del mondo antico.
Il tentativo innescato all’inizio del secondo millennio con la formazione dei primi Comuni, come ogni primo tentativo, era stato abortito. Il primo passo è sempre, infatti, seguito da un ripensamento e da un retrenchment. Sono solo i tentativi successivi che portano l’onda a compimento.
L’onda stessa (tentativo) non è mai lineare. Ogni rigurgito nella direzione principale incontra una regressione indotta dal senso di colpa. Si può dire che i tentativi procedano tre passi in avanti e due all’indietro, fino a che l’onda arriva a compimento,viene abortita sotto il peso del proprio successo, e si ritorna alla base di partenza.
Così, dopo la prima orgia di liberazione, che ricalca in tutto quella primordiale susseguita al parricidio, e caratterizzata dall’esplosione pulsionale, viene la repressione indotta dal terrore del Ritorno del Padre e la sua vendetta.
All’esplosione orgiastica della Rivoluzione Francese seguì il terrore di Robespierre.
Libertà e repressione si alternano in onde e contro onde, e nel processo viene acquisita una nuova – vecchia consapevolezza, che in sociologia chiamiamo “diritti civili”.
L’Io dei popoli si forma, dunque, alla stessa maniera di quello dei singoli, in un lungo processo di individualizzazione, mercanteggiando con l’Es le posizioni finali, e in un tormentato dialogo di punto e contrappunto con l’imago paterna.
Come il singolo, un popolo maturo arriva alla presa di coscienza della propria identità, delle proprie potenzialità e delle proprie limitazioni.
Non a caso dunque, con il graduale acquisto di diritti umani e democratici, prese piede anche la consapevolezza dell’esistenza dei confini.
Questi delimitano il temenos, l’area sacra, entro la quale diritti, doveri e identità vengono esercitati. Come nella polis greca, prototipo delle libertà acquisite dall’orda fraterna arrivata a maturazione attraverso il lungo processo, le decisioni vengono prese in situ, ovvero, dove vengono implementate.
La Legge viene discussa, accettata, implementata da quelli che l’hanno formulata, e che ne hanno accettato la sacralità in forza del patto di sangue tra i fratelli di mantenere l’ordine sociale, che sarebbe altrimenti invalidato.
Inversamente, un’orda che sotto il peso del senso di colpa rinuncia ai propri diritti e delega la formulazione della Legge a un’istanza superiore non ha bisogno di confini. Non solo questi diventano superflui, ma vengono percepiti come intrusivi, dannosi, pretenziosi, esercitano sul gruppo un’indesiderata pressione a prendersi quelle responsabilità da cui rifugge.
Un’orda senza confini, come un singolo senza identità, diventa borderline, o meglio, beyond borders e border-less.
Un’umanità esausta, oppressa dal senso di colpa, che tratta le proprie libertà come una patata calda di cui liberarsi ad ogni costo, razionalizza il propro sintomo con le argomentazioni più ridicole possibili.
Le razionalizzazioni principali dei sostenitori dell’Unione Europea sono le seguenti:

1) I confini e le separate nazioni inducono all’ostilità reciproca. In una massa amorfa non vi saranno più conflitti d’interessi e quindi le guerre saranno evitate.
2) Una moneta unica, ovvero, un’unica politica sociale ed economica renderà più efficente l’economia e gli scambi commerciali a beneficio di tutti .
3) Le decisioni prese a macro livello e centralizzate sono quelle più atte a essere quelle giuste.

La prima equivale a: “Se dichiariamo illegale l’aggressività pulsionale, questa non esisterà più”. In realtà, l’intenzione non è quella di abolire l’aggressività endogena, ma di canalizzarla al servizio della classe di burocrati che detiene il potere, a scapito degli interessi nazionali. Ovvero, di asservirla agli interessi di un’eminenza grigia che non deve rispondere delle sue azioni poiché si trova lontano, indefinita, e rifugge così a qualsiasi criticismo e responsabilità diretta. Una Legge che non può essere discussa né deve essere spiegata, e diventa una Legge divina.
La seconda razionalizzazione equivale a estromettre il gruppo dal decidere le proprie priorità sociali. La decisione su come distribuire il prodotto della propria fatica non viene più presa da quelli che l’hanno prodotta, ma da un fiat ex machina imposto da lontano. La sorte delle vedove e degli orfani di Caltanisetta, di San Giacomo di Compostella e del Pireo viene decisa a Brusselles e a Berlino.
La terza equivale a dire: “Avete dimostrato di essere tutti dei bambini inetti e irresponsabili, e quindi d’ora in poi le decisioni le prenderà qualcun altro “che sa meglio”. Qualcuno che ha il dono innato di esercitare il potere, il cui volto non avete il diritto di vedere, e le cui decisioni non avete il diritto di criticare.

Più che un’istanza paterna, dalla connotazione severa, repressiva e punitiva, questo nuovo mostro fallico sembra avere tutte le peculiarità di quella materna – intrauterina, che accoglie e assorbe a sè tutti i suoi figli fluttuanti.
In questi giorni ha dichiarato che assorbirà a sé altre dieci nazioni, tutte insieme, senza guardare troppo per il sottile eventuali meriti o deficenze. Il figlio turco, anatroccolo nero della nidiata, dovrà prima aspettare di diventare bianco anche lui. Dopotutto, non essendo cristiani, devono provare di essere degni di appartenere a questa nuova ecumene apollinea.
L’Europa Unita è dunque un enorme utero, Mater Matuta, Nutrix e Polymastos, con infiniti seni per allattare tutti, e digerire chiunque sia disposto ad accettare la sua sovranità.
A differenza dei vecchi Imperi, che annettevano a sé territori con la forza, e avevano la connotazione del Padre tirannico, Madre Europa riesce a farsi supplicare. I suoi tentacoli appaiono mammelle benevoli, e si sente fortunato chi viene accolto all’ombra della sua benvolenza.
Cosa sono, infine, libertà e indipendenza, quando in cambio vengono offerti amore e latte materno a volontà?

John Laughland, rinomato commentatore di “European affairs”, nel suo importante libro TheTainted Source, scrive:

An independent nation-state is the political expression of a people taking up the challenge of running its own affairs, and throwing off the torpor of empire. An independent nation – state is one in which decisions are taken politically, in virtue of public debate and opposition. Being a political form of human association – that is, one in which conflict is recognized and even instutionalised as a healthy constituent of the body politic – it is one which generates law, not directives. To believe that constitutional independence or sovereignty are irrelevant as concepts is to believe that political liberties and the rule of law can exist without the state...[omissis]...Laced with the soporific language of inevitability and determinism, this administrative approach to government evacuates the notion of political choice and leadership. It thereby makes government anonymous, and befogs the lines of responsibility which are the very sinews of democracy. It leaves no room for the notion which is at the heart of the doctrine of “the rule of law”: that citizens interact intelligently with one another within the framework of the law, on the basis of their understanding of the situation in which they find themselves. By ignoring or downplaing this, the basic fabric of a free society – by failing to see that the very impredictability of individual economic behaviour is a strength – this plannificatory vision also risks destroying the source of prosperity.
The belief that parlamentary rule is anarchic, that the market is disorganised, and that the free interaction between nations leads to war is an old one 2.

L’autore analizza a fondo le radici storiche del fenomeno “Europa Unita”, ed espone le menzogne e i depistamenti che hanno portato alla sua istituzione.
Quello che a noi interessa è lo psichismo collettivo che ha non solo permesso, ma piuttosto indotto la sua implementazione, poiché chi accetta certe argomentazioni, vuol dire che voleva anche sentirsele esporre.
Noi vediamo nel fenomeno storico il sintomo di un processo psichico collettivo, al culmine del quale il gruppo che è riuscito a liberarsi dell’autorità paterna e dalla camicia di forza delle sue costrizioni, sceglie di rinunciare alle libertà acquisite, di delegarle a un’istanza che se ne assuma le responsabilità, e di regredire a una condizione amorfa di perdità d’identità che nello psichismo del singolo viene definita Borderline Disorder.

In Totem e Tabù (Cap.IV,5), Freud allude al susseguirsi degli eventi dopo il parricidio primordiale. Il senso di colpa aveva indotto una rinuncia alla causale del peccato, le donne, che nel nostro caso sono equivalenti ai confini nazionali e alle libertà democratiche. Quello che Freud ha definito “il matriarcato” equivale alla regressione dal livello genitale e dall’identità acquisita al livello edipico, a quello orale e intrauterino   3. Le prime culture preistoriche, in una prima fase, sembra siano regredite a quella che Melanie Klein, trattando del neonato che non può ancora differenziare tra sé stesso e il seno materno, ha definito “la posizione schizoide” 4.
A sostegno di questa tesi si possono portare tribù di aborigeni in Oceania che vivono ancora in questa condizione, e che non sono mai riuscite a sollevarsi dalla condizione susseguente il parricidio primordiale.
Da lì, i gruppi umani hanno intrapreso il lungo cammino verso la civilizzazione, ovvero, verso la riacquisizione del livello genitale perduto. Ogni cultura alla propria maniera. Progressioni e regressioni che si alternano senza fine.
Non ci deve meravigliare se nelle condizioni attuali di rinuncia al livello genitale e di regressione alla posizione schizoide, l’antisemitismo in Europa stia esplodendo anche in quei paesi in cui, durante l’ultima guerra, il sintomo si era manifestato in maniera relativamente blanda. Infatti, nella storia dell’Occidente, gli ebrei sono sempre stati l’alter, l’oggetto di quel massiccio splitting and projecting peculiare di questo stadio psicosessuale.

La bandiera Europea non è dunque più un tricolore, simbolo fallico dell’orda liberatasi dalla tirannia paterna, ma nemmeno un’acquila imperiale o un triscele, simboli fallici del Padre, bensì un cerchio, simbolo della placenta e di una regressione intrauterina che invalida tutti gli stadi acquisiti in precedenza.
Un cerchio a cui vengono aggiunte sempre nuove stelline   5, in espansione, come l’imago della placenta che fagocita i suoi figli per proteggerli, nutrirli e distruggerli.

La tirannia del Padre

La libertà dei Figli

La Placenta

© Iakov Levi

 

Note:

* Genealogia della morale, terza dissertazione, 18.
1 Sigmund Freud, «Simbolismo nel sogno», in Opere, B. Boringhieri, Torino 1989, Vol. 8, p.326, 335 e 387. A p.335, Freud scrive: “Sembra però accertato che parecchie cose tripartite che compaiono in natura. per esempio il trifoglio, derivano da questo significato sombolico il loro impiego in stemmi ed emblemi. Anche il cosiddetto giglio francese tripartito e il singolare stemma di due isole così lontane tra loro come la Sicilia e l’isola di Mann, il triscele (tre gambe semipiegate che si dipartono da un comune centro), sembrano essere solo stilizzazioni del genitale maschile. Nell’antichità le effigi del membro maschile erano ritenute i più potenti mezzi apotropaici, cioè di difesa contro gli influssi malefici...”.
2 The Tainted Source. The Undemocratic Origins of the European Idea, Little, Brown and Company, London 1997, pp. 6-8.
3 Per le fantasie fetali dei cacciatori preistorici, come emergono da pittografie e artifatti, vedi il capitolo che riassume gli studi di diversi paleontologi “Fetal Origins of History”, in Lloyd deMause, Foundations of Psychohistory, Creative Roots, New York 1982, pp. 272-282.
4 Le caratterizzazioni di questo stadio di evoluzione psichica sono: Primary-process thinking, symbiotic omnipotence, gender/zonal confusion, splitting and projective identification, sado-masochistic disorders.
5 La moneta da un Euro della Repubblica Italiana ci presenta il famoso disegno di Leonardo di un uomo fluttuante, che gira su sé stesso, come il feto nel liquido amniotico. La novità consiste nel fatto che, a scanso di equivoci, questa volta è anche completamento avvolto e circondato dalle stelline del cerchio. Anche gli altri paesi dell’Unione Europea hanno adottato la stessa strategia di esporre sulla moneta da un Euro un’immagine di Homo fluttuante tra le stelline. Per parafrasare Bertold Brecht, “un cerchio di gesso nel Caucaso”.

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