Complessità è la rivista del Centro Studi di Filosofia della Complessità “Edgar Morin” Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università degli Studi di Messina.
Di recente pubblicazione, il volume 2 del 2012. Contiene le riflessioni di Màrton Kaposi, Nicola Peluffo, Giuseppe Gembillo, Giuseppe Giordano, Annamaria Anselmo, Giacomo Tripodi, Maria Laura Giacobello, sul concetto di scoperta. L’incontro si è tenuto presso l’Università di Messina, in occasione della “quarta edizione della settimana internazionale della ricerca”, organizzata da Mauro Maldonato, che nell’autunno del 2010 ha collegato Napoli, Messina, Potenza, Matera, Catania e Edmonton.

Di seguito una breve presentazione dei saggi.

Kaposi, Croce esteta su Leopardi poeta. Tratta dell’interesse di Croce per l’opera di colui che definisce un poeta classico. Egli intende il Leopardi soprattutto come esteta e in campo estetico valuta l’arte leopardiana più realisticamente, accentuandone l’aspetto di letteratura del mondo. In realtà – è questa l’opinione di Kaposi – l’operosità multilaterale del poeta offre altresì diversi insegnamenti a Croce filosofo, esteta e storico della letteratura.

Peluffo, Ricerca, scoperta, invenzione: la relatività dei modelli di interpretazione (Appunti sul pensiero creativo). È la “soluzione creativa” dei problemi, quella che non può essere ottenuta con i “metodi correnti” al centro della riflessione dell’autore. Questa segue a una reazione istantanea, spontanea e relativamente efficace, e a una seconda reazione dovuta ad uno sforzo cosciente, poco efficace. Le successive osservazioni anche minime sono il lavoro creativo che prepara il dispositivo per la soluzione del problema. Per Peluffo, un modello pensato e scritto negli anni ’60 per ricerche riguardati il pensiero creativo in un’epoca in cui si occupava, oltre che di psiconanalisi, di psicologia cognitiva secondo il modello interpretativo appreso a Ginevra da Jean Piaget, si concretizza successivamente in un altro tipo di indagine, quella micropsicoanalitica. Il contenuto manifesto dei ragionamenti di allora sul pensiero creativo lo aveva spinto a conclusioni che erano il contenuto latente di quello che sarebbe venuto dopo.

Gembillo, Il volo della civetta e il canto del gallo. Riguarda la pretesa della scienza di poter prevedere gli eventi futuri e la constatazione della filosofia che il futuro è per sua essenza imprevedibile. È quest’ultima la posizione dell’autore, il quale condivide la conclusione di Hegel: il filosofo non prevede ciò che accadrà, ma comprende ciò che è accaduto ricostruendo il corso degli eventi e riflettendo su di essi per enuclearne la ragione nascosta. Ma gli individui agiscono alla cieca, senza sapere cosa effettivamente fanno? Gembillo argomenta una possibile risposta appoggiandosi al pensiero di Benedetto Croce, Edgar Morin e Niklas Luhmann, i quali partendo da presupposti sostanzialmente diversi sono giunti ad una medesima conclusione. Questa avvalora la riflessione hegeliana: tutte le nostre azioni interagiscono con innumerevoli altre azioni compiute da altri individui, sfuggendo sia alla volontà sia all’intelletto e alla coscienza di chi le ha promosse, che pensare di poterle controllare e realizzare secondo i nostri piani è solo frutto della nostra immaginazione.

Giordano, Contesto della scoperta e contesto della giustificazione: genesi e dissoluzione di una distinzione. L’autore tratta il tema della logica della scoperta, un tema centrale nella riflessione della filosofia della scienza tra Ottocento e Novecento, laddove l’attenzione è stata focalizzata in particolare sulla logica che ha guidato la scienza. Ciò ha finito con il limitare il campo dell’analisi filosofica della scienza, imponendo una distinzione rigida fra il contesto della scoperta e il contesto della giustificazione. Da storico della filosofia, Giordano ne indaga la genesi, cercando di mostrare come alla luce del paradigma della complessità tale distinzione risulti artificiosa. La spiegazione, la teoria, la conoscenza, si genera e si valuta in un sistema, all’interno di una circolarità ricca e produttiva.

Anselmo, Il soggetto e l’oggetto come “eventi”. La svolta ontologica, logica e metodologica che dal riduzionismo ha condotto alla complessità si deve a discipline come la logica, la matematica e la fisica. Tale passaggio ha modificato sia il concetto di realtà e quindi di oggetto da conoscere, sia il concetto di soggetto conoscente e il suo ruolo nell’atto conoscitivo. Si è passati dalla visione classica tipicamente riduzionista, per cui il soggetto è perennemente identico a se stesso, così come la realtà oggettiva è immutabile ed eterna, ad un soggetto consapevole di se stesso come organismo complesso in perpetuo divenire, un essere umano che partecipa all’attività conoscitiva e all’agire pratico con tutta la propria personalità.

Tripodi, Considerazioni sulla logica della scoperta. L’autore descrive la successione attraverso cui si sviluppa il processo che può condurre alla scoperta. Egli distingue due tipi di eventi di solito considerati scoperte: l’arricchimento di un insieme esistente e la formulazione di una nuova entità. Da una parte le nuove acquisizioni relative a una già definita categoria di entità, quali le scoperte geografiche o quelle di nuove specie biologiche o chimiche; dall’altra la conquista di cognizioni che consentono nuove chiavi di interpretazione dei fenomeni noti, come la scoperta delle modalità di divisione della cellula o la struttura degli acidi nucleici, che aprirono la via alla comprensione della unicità degli individui, con ripercussioni che, con forte evidenza, superano l’apparente valore del dato empirico rilevato.

Giacobello, Edgar Morin. La riforma del pensiero per la conoscenza pertinente: insegnare la condizione umana. Il saggio è dedicato alla riflessione di uno dei più stimolanti epistemologi dell’ultimo scorcio del Novecento, rivolta alla riforma dell’educazione e dell’insegnamento. È il primo, indispensabile passaggio per la riorganizzazione del pensiero e delle istituzioni, e può rappresentare un significativo contributo di Morin all’ambizioso progetto, anche in Italia in corso, di rifondare la scuola e di risituare la formazione, in modo di renderla coerente con il nuovo contesto culturale, di respiro internazionale. Una efficace rivoluzione cognitiva passa attraverso una riforma del pensiero ispirato al paradigma della complessità. La riforma del pensiero innesca quella dell’insegnamento e ne è reciprocamente condizionata. È questo lo schema ricorsivo immanente a ogni prospettiva complessa.

Il volume comprende anche altre due sezioni di altri saggi di giovani ricercatori e di recensioni di libri di importanti studiosi nazionali e internazionali.

Recensione di Luigi Baldari

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