PSICOANALISI E SOCIETA’
Il super-io nella psiche dell’uomo postmoderno
Moscow Institute of Psychianalysis – Conferenza online
23 Maggio 2026
La dissoluzione del Terzo e il disagio contemporaneo
Per affrontare questo tema ho ripreso alcuni spunti provenienti da due autori italiani di diversa formazione psicoanalitica, ma convergenti su un punto: la crisi del padre. Massimo Recalcati, piscoanalista lacaniano, parla di “evaporazione del padre”; Quirino Zangrilli, in una prospettiva micropsicoanalitica, insiste sulla funzione traumatica e necessaria del Terzo quale limite alla fusionalità narcisistica. Pur con lessici differenti, entrambi ci dicono che il disagio contemporaneo non può essere compreso senza pensare alla dissoluzione di quella funzione simbolica che introduce il limite, la separazione, la rinuncia e consente l’accesso al principio di realtà.
La questione decisiva non riguarda dunque il padre in senso strettamente biologico, ma il padre come funzione. In termini psicoanalitici, il padre è il rappresentante del Terzo: colui che interrompe la relazione fusionale della diade madre-bambino, che si oppone alla fantasia onnipotente di autosufficienza, caratteristica del narcisismo primario e pone un limite al desiderio di possesso.
Per Freud il padre è strettamente legato all’istanza super-egoica. Egli rappresenta la legge. Ma la legge che il padre simbolizza non coincide con i codici, con i regolamenti, con le norme esteriori. La legge del padre definisce innanzitutto ciò che non è possibile.
Il divieto per antonomasia a cui Freud fa riferimento è quello d’incesto, che fonda la possibilità stessa della vita sociale. Il suo messaggio implicito è molto semplice e, proprio per questo, radicale: non puoi avere tutto ciò che desideri, non puoi possedere l’oggetto del tuo desiderio.
Il nostro tempo sembra invece segnato da un progressivo indebolimento di questa funzione e contemporaneamente assistiamo al tramonto di grandi ideali collettivi che per lungo tempo avevano fornito contenimento e orientamento: Dio, patria, famiglia, giustizia, libertà, solidarietà, fraternità. La loro crisi non ha prodotto automaticamente una maggiore libertà psichica; più spesso ha aperto uno scenario di smarrimento, frammentazione identitaria, ansia diffusa, depressione, dipendenze, disorientamento affettivo.
Qualche giorno fa il Papa cattolico Leone XIV ha detto che il male del nostro tempo è dato dalla perdita dell’empatia e della solidarietà: attraverso gli strumenti di informazione siamo costantemente bombardati da scene cruente di guerre, violenze, omicidi. Si sta determinando una sorta di abitudine, di indifferenza alla violenza. In termini psicoanalitici diremmo che l’uomo sta utilizzando l’isolamento emotivo davanti alle scene di violenza, per negare i sentimenti ambivalenti che prova rispetto alle manifestazioni di sadismo: piacere e senso di colpa.
La perdita degli ideali lascia spazio al perseguimento dell’edonismo, cioè alla ricerca del piacere assoluto.
Qui si colloca uno dei punti per me più interessanti della riflessione di Recalcati. Per Recalcati i figli contemporanei non hanno bisogno di un padre tirannico, ma di un padre che alimenti la coltivazione del desiderio. Perché il desiderio umano non nasce dal possesso totale, ma proprio dal limite. È l’apparizione del Terzo, nella triangolazione edipica, a tracciare la linea tra ciò che è ottenibile e ciò che non lo è; e proprio facendo questo, cioè imponendo frustrazione, rinuncia, differimento del piacere, rende possibile lo spostamento del desiderio su oggetti sostitutivi a quelli edipici, su mete sublimabili, su forme condivisibili di legame.
Recalcati vede nell’immagine di Telemaco, figlio di Ulisse, l’anti Edipo. Edipo uccide il padre-rivale; Narciso si chiude nella propria immagine e nel circuito dell’autocompiacimento; Telemaco parte alla ricerca del padre, perché egli torni a casa per abbattere il dispotismo e la dissoluzione imposta dai Proci e ristabilisca la legge umana.
Si apre il problema del narcisismo contemporaneo.
Pensiamo al nostro presente: I progressi della medicina, della tecnica, della comunicazione, del digitale, ci mettono in mano possibilità impensabili fino a pochi decenni fa. Oggi è possibile avere figli a qualsiasi età e questo vale anche per le coppie sterili e per quelle omosessuali. La medicina estetica ha annullato i segni dell’invecchiamento corporeo. Una notizia di questi giorni è che i ricchi newyorkesi combattono l’invecchiamento trascorrendo ogni giorno 2 ore in una camera iperbarica. Il trattamento costa $250.000 l’anno. Sono state create automobili che vanno senza autista e si possono fare viaggi turistici nello spazio. Ora abbiamo anche uno strumento al quale possiamo porre qualsiasi domanda ed avere una risposta immediata, sollevandoci dallo sforzo di leggere, studiare ed elaborare le informazioni. Ma proprio questa espansione delle possibilità ha un effetto paradossale: invece di rafforzare il desiderio, lo satura; invece di rendere il soggetto più autonomo, lo rende più dipendente da un circuito di autogratificazione immediata. Domina la legge del tutto e subito e possibilmente senza fatica. E questo lo vediamo anche nella nostra professione: tutti si aspettano un risultato immediato dalla psicoterapia, inclusi gli stessi psicoterapeuti che si sentono inadeguati, non all’altezza dei loro compiti.
Non a caso uno dei dati più impressionanti del nostro tempo è il crollo della natalità e la difficoltà di costruire legami stabili che si accompagna a una riduzione della sessualità genitale. Diversi studiosi hanno messo in relazione questo fenomeno, accentuatosi negli ultimi 10 anni, con il ruolo crescente delle piattaforme digitali, che trasformano il rapporto del soggetto con il proprio corpo, con il tempo e con l’altro. Potremmo dirlo in modo provocatorio ma efficace: alla coppia che si unisce e si riproduce si sostituisce sempre più spesso la coppia costituita dal soggetto e dal suo smartphone.
A mio avviso, questo dato non è secondario. Esso ci dice che forse non stiamo assistendo soltanto all’evaporazione del padre, ma a una crisi più radicale della funzione del Terzo in quanto tale. Se il Terzo si dissolve, il soggetto tende a ricadere su assetti più primitivi, autoerotici e narcisistici.
Qui il contributo di Zangrilli mi sembra fondamentale. Egli insiste sul fatto che l’essere umano, senza la pressione del Terzo, rischia di restare invischiato in una organizzazione psichica dominata dall’onnipotenza e dalla fusionalità. Il padre, in questa prospettiva, è “ambasciatore di realtà”. È colui che rompe il sodalizio madre-bambino, che introduce l’esperienza della frustrazione, che costringe il bambino a rinunciare all’idea di essere tutto per la madre e di avere tutto da lei.
Per Zangrilli questa irruzione del Terzo è traumatica, ma in senso strutturante. Non c’è accesso alla realtà senza trauma, senza ferita narcisistica, senza esperienza del limite. Una società che si organizza per evitare ai figli ogni frustrazione, ogni dolore, finisce per produrre soggetti più fragili, più pretenziosi, più esposti a vissuti persecutori quando il mondo non si conforma ai loro desideri.
Da questo punto di vista il narcisismo contemporaneo non è solo amore eccessivo di sé. È soprattutto una organizzazione psichica nella quale il soggetto fatica a riconoscere l’esistenza autonoma dell’altro e soprattutto fatica a tollerare che l’altro non sia al servizio del proprio bisogno.
A questo punto dobbiamo tornare al Super-Io. Perché sarebbe un errore pensare che, con il declino del padre, il Super-Io scompaia. Al contrario, esso si irrigidisce alimentando il senso di colpa rispetto ad un’Ideale di perfezione sempre irraggiungibile. Il soggetto contemporaneo non si sente soltanto giudicato e limitato dai divieti del Super-io; si sente inadeguato rispetto all’obbligo di essere una persona di successo, performante, sempre giovane e desiderabile. È una forma di schiavitù molto più subdola, perché, lasciatemelo dire, corriamo il rischio di diventare schiavi di un Super-Io/Ideale dell’Io che ha assunto la forma dei sistemi di intelligenza artificiale che hanno tratti antropomorfici tali da indurre una vera e propria dipendenza: interagiscono come se avessero una coscienza morale, un comportamento auto-riflessivo e capacità affettive.
Mi preme qui di ricordare che il Super-Io è un’istanza in gran parte inconscia che racchiude in sé la coscienza morale e l’Ideale dell’Io.
Naturalmente sarebbe ingenuo invocare un semplice ritorno al passato. Non si tratta di restaurare modelli patriarcali autoritari né di idealizzare forme storiche di famiglia che portavano con sé altre sofferenze e altre violenze. Il problema è piuttosto comprendere quale figura del Terzo sia oggi ancora pensabile e trasmissibile. Se il padre come sovrano assoluto è tramontato, occorre domandarsi quali adulti, quali legami possano ancora svolgere una funzione di testimonianza del limite.
La psicoanalisi, da questo punto di vista, conserva una funzione decisiva. Essa porta alla progressiva consapevolezza e accettazione che il soggetto umano non può costituirsi senza perdita, senza rinuncia, senza separazione; che il desiderio non coincide con il godimento; che il limite non è solo frustrazione ma condizione indispensabile al riconoscimento dell’alterità; che la legge simbolica, se non è sadica, apre alla possibilità del legame e della creatività. Là dove il discorso sociale tende a promettere tutto, la psicoanalisi continua a ricordarci che non tutto è possibile, e che proprio questa impossibilità è la condizione del desiderio.
In conclusione, la questione del padre, del Terzo e del Super-Io non appartiene soltanto alla teoria psicoanalitica; riguarda il destino stesso del legame sociale. Pensare oggi la crisi del padre non significa difendere nostalgicamente il passato, ma cercare di capire quali forme simboliche possano ancora stimolare il desiderio e contenere la ricerca del godimento assoluto che equivale ad un illusorio ritorno al narcisismo primario.
© Btuna Marzi
Bibliografia
Benanti P. (2026) I rischi dell’AI e le nostre coscienze, in Il sole 24 Ore 13.05.26
Financial Times (May 2026) Why birth rates are falling everywhere all at once
Freud S. (1922) L’Io e l’Es, in Opere B. Boringhieri
Freud S. (1929) Il disagio della civiltà, in Opere B. Boringhieri
Freud S. (1914) Introduzione al narcisismo, in Opere B. Boringhieri
Recalcati M. (2017) Cosa resta del padre. La paternità nell’epoca ipermoderna. Raffaello.
Recalcati M. (2014) Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre. Feltrinelli.
Zangrilli Q. (2016) Il padre: ambasciatore di realtà
Responsabile scientifico di Micropsy.academy, piattaforma per l’aggiornamento professionale di psicologi, psicoterapeuti, medici e psichiatri. E’ perito presso il Tribunale Civile di Bergamo. E’ autrice di numerose pubblicazioni presentate a Congressi nazionali ed internazionali. Curatore e co-autore di 4 libri in lingua russa. Possiede un’ottima conoscenza parlata e scritta dell’inglese e del russo.
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Born in Frosinone on 01.13.1958. Graduated in Psychology at “La Sapienza” University of Rome. She carried out psychoanalytic training in Turin and Switzerland. Member of Italian Psychologists Association since its constitution in 1990 (n.5482). Member of the International Society of Micropsychoanalysis and training analyst of Swiss Institute of Micropsychoanalysis. Main lecturer of the module “Micropsychoanalysis” in the Postgraduation programme of “Psychoanalysis, psychoanalytical psychotherapy and psychoanalytical consultation” at Moscow Institute of Psychoanalysis. She works in Bergamo and Moscow, where she practices psychoanalysis and psychotherapy in Italian, Russian and English with people of different nationalities. She has extended experience on psychotherapy of battered and sexually abused women. She’s trainer and supervisor of several Hosting Communities for children and women and leads master classes for postgraduate psychologists in Italy and Russia. Scientific manager of training platform Micropsy.academy. Expert of the Court of Bergamo: Author of several scientific publications presented at National and International Congresses. She’s fluent in English and Russian languages.
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Доктор психологии – психотерапевт – психоаналитик. Закончила психологический факультет римского университета «La Sapienza». Далее специализировалась в
микропсихоанализе и микропсихоаналистической психотерапии в Турине и в Швейцарии под руководством Проф. Н. Пелуффо. Зачислена в Орден психологов с самого его основания в 1990 (No 5482). Действительный член Международного общества микропсихоанализа, тренинговый психоаналитик Швейцарского института микропсихоанализа. Руководитель курса по микропсихоанализу в Московском институте психоанализа. Благодаря работе в области медицинских
и социальных услуг приобрела обширный опыт в случаях
психологического, физического и сексуального насилия по отношению к детям и женщинам. Ведет преподавательскую деятельность и супервизии с психологами и психотерапевтами разных учреждений. Эксперт Судьи г. Бергамо. Научный руководитель обучающей платформы Micropsy.academy. Является автором многих научных докладов и статей, представленных как на национальных, так и на международных Конгрессах. Хорошо владеет английским и русским языками.





