Psicodiagnostica

Pubblicato il 19 novembre 2013 | di

Diagnosi della Nevrosi Ossessiva: La Nevrosi Universale

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 Preambolo filogenetico

bolmidaL’Archeologia Rupestre ha ormai ben evidenziato come cerimoniali, rituali, lavacri e altri atti ripetitivi più o meno simbolici compaiano molto precocemente nel comportamento del Sapiens, sicuramente fin dal Paleolitico Superiore. Anzi: parrebbe proprio che forme frammentarie e rudimentali di ritualizzazioni già si manifestassero nel Paleolitico Inferiore presso le popolazioni di Pre-Sapiens.

Inoltre, lo studio dei petrogramma indica con esattezza come il fenomeno squisitamente intrapsichico dell’ambivalenza connaturi fin dal primo apparire i simboli magici o mistici, attribuendo loro contemporaneamente sia prodigiose proprietà apotropaiche sia capacità di determinare influssi sfavorevoli e sventure nefaste.

Per quanto riguarda la coazione a ripetere invece, occorre attendere le prime tracce documentate nei geroglifici egizi  (XV dinastia), quando, sotto l’influsso dell’invasione e la susseguente dominazione degli Hyksos, fu imposto agli abitanti del Regno del Nilo il culto del dio Seth, intimamente associato al dio hurrita/ittita Teshup, divinità uranica della Tempesta assimilabile all’iracondo Indra, e pertanto divinità estremamente crudele e assetata di sangue, che codificò la consuetudine del sacrificio umano (cioè omicidi-suicidi rituali), pratica quest’ultima fino ad allora ‘probabilmente’ estranea alla cultura egizia o comunque sporadica ed eccezionale. Tale necessità coatta si manterrà con modalità coercitive nei corsi dei secoli, riproducendosi nelle generazioni fino ad Abramo, momento in cui la ripetizione compulsiva dell’evento doloroso troverà una risoluzione liberatoria nell’indulgenza divina.

È a mio avviso molto interessante inserire in questo discorso l’ipotesi di alcuni Autori, che considerano gli Hyksos come un coacervo di popoli con una componente dominante indoeuropea, quella Hurrita-Mitanni, originaria del Medio Impero Assiro, e pertanto dotata della cultura del cavallo e del carro di guerra. Il mito, tratto da Manetone, vuole che gli Hyksos provenissero dal mare, forse dall’isola di Thera (Santorini) ove in precedenza si era ingenerata una gigantesca eruzione vulcanica  che alla fine portò alla disintegrazione di metà dell’isola, innescando in tal modo un’onda di tsunami che non solo irruppe sulle isole più vicine (le Cicladi), ma fece sentire la sua pesante devastazione sulle coste libiche, palestinesi e naturalmente, sul delta del Nilo.  Ovviamente, il mio vuole essere solo un discorso aneddotico esemplificativo, di natura amatoriale, che pertanto implica una clemente benevolenza da parte degli Archeologi, ma se l’ ipotesi si rivelasse anche solo parzialmente attendibile, troveremmo in questa interconnessione di accadimenti un formidabile esempio storico della natura, dell’origine e dello scopo di quel possente meccanismo difensivo denominato appunto in termini di coazione a ripetere, riassumibile in questi termini: un trauma provoca l’esigenza di riprodurre un comportamento estremamente doloroso (succedaneo dell’auto castrazione) al fine di disattivare l’onda d’impatto della perturbazione catastrofica e ripristinare in tal modo lo stato di quiete precedente. In definitiva, un tentativo di retroflessione, o annullamento retroattivo, della concatenazione di eventi funesti, al fine di ricostruire le condizioni iniziali pre-traumatiche.

La Nevrosi ossessiva

Innumerevoli Autori, tra i quali lo scrivente, si sono occupati anche su queste pagine di studiare e approfondire la turbe nervosa considerata, che affligge in modo più o meno costante, e sotto svariate forme, gran parte della popolazione mondiale, indipendentemente dai fattori sociali, culturali, religiosi o etnici. In modo estremamente orientativo, si può affermare come la nevrosi ossessiva designi un comportamento ideativo specifico, caratterizzato da assalti di impulsi che schematicamente si possono suddividere in:

1) episodi di dubbi e ruminazione

2) periodi di cerimoniali a distribuzione ciclica o mutevole

3) momenti epicritici di tentazioni irrefrenabili

4) esigenza di compiere sequenze rigide e stereotipate di atti talora percepiti come totalmente estranei, che non procurano soddisfazione alcuna ma la cui omissione risulta impossibile.

1) Gli episodi di dubbio e ruminazione possono essere definiti come un continuo oscillare tra una serie di rappresentazioni e un’altra, totalmente opposta, senza che la persona possa prendere una decisione. Si tratta in realtà di attività mentali che tendono a indebolire lo scopo stesso del pensiero, cioè la scelta e l’esecuzione di una condotta precisa e adattata a una situazione. Il dubbio può invadere una funzione razionale, un intendimento, un ricordo, estendendosi da un’attività all’altra, in modo tale che una determinata azione debba essere ripetuta innumerevoli volte prima che l’effettiva realizzazione sia resa possibile. Tuttavia, tali  successioni reiterate, invase dal dubbio, risultano indispensabili alla rassicurazione del soggetto, che altrimenti sarebbe sopraffatto dal senso di colpa e dall’angoscia.

2) Nei periodi di cerimoniali vengono riproposte sequenze ripetute di atti motori che molto frequentemente costituiscono elaborazioni distorte e ritualizzate di azioni quotidiane, banali ma indispensabili, quali il lavarsi, coricarsi o alzarsi, vestirsi o spogliarsi, andare al gabinetto, camminare, cibarsi o il coīre. Il cerimoniale può consistere in gesti totalmente incomprensibili al soggetto stesso o all’osservatore esterno, oppure conservare un apparente senso logico, sorretto da tutta una serie di giustificazioni pseudo razionali. La ripetizione della sequenza tende a continuare fino ad esaurimento e, se interrotta, deve essere ripresa dal principio. Clinicamente, i cerimoniali più diffusi competono la compulsione a lavare, sé stessi o oggetti di uso domestico, a contare oggetti talora completamente inutili, a toccare cose o manufatti o viceversa a non toccare certi oggetti, a camminare evitando di calpestare o attraversare alcuni luoghi o situazioni. In breve,  i cerimoniali possono invadere una qualsivoglia attività quotidiana, rendendola particolarmente rigida e opprimente, a partire dall’ attività sessuale fino alle abitudini igieniche, dal modo di accomodarsi a tavola a quello di spendere denaro.

3) Durante le crisi di tentazioni irrefrenabili, il nevrotico ossessivo è letteralmente assalito da orribili pensieri o immagini che non può in alcun modo allontanare da sé, cioè da scene che si affacciano alla coscienza in modo inaspettato e repentino e pertanto risultano particolarmente dolorose. Generalmente si tratta di immagini delittuose che riguardano i propri cari oppure impulsi a compiere atti sessuali osceni e riprovevoli, talvolta cruenti, o eseguire azioni comunque proibite, immorali, aggressive e rischiose. Nondimeno, il vero nevrotico ossessivo risulta indenne dal pericolo del passaggio all’atto (eccezion fatta per il Dipsomane, le cui caratteristiche saranno esaminate nel capitolo dedicato all’Etilismo); anzi: non solo ripudia tali tentazioni ma rifugge atterrito dal proprio pensiero, cercando una salvaguardia in proibizioni, rinunce, limitazioni e mortificazioni a volte  indicibilmente ristrette, che formano quasi un crudele cilicio intrapsichico, all’interno del quale si opera la trasformazione del sadismo in masochismo. Ciò che l’ammalato esegue realmente, ossia le azioni costituenti il sintomo pervasivo e interferente, si evidenzia concretamente in un agire innocuo, talora insignificante o ridicolo, basato sull’evitamento – spostamento, che in sé non giustificherebbe la sofferenza che lo affligge.

4) Da quanto finora esposto, l’esigenza di compiere sequenze rigidamente stereotipate di atti scaturisce come logica conseguenza necessaria all’apparato psichico per difendersi dagl’impulsi soggiacenti che comporterebbero l’annientamento dell’entità somato-psichica. Tali condotte difensive si pongono come unica ed indispensabile barriera all’emergere di azioni auto/etero distruttive a chiara ed evidente matrice traumatica. Il disgregarsi delle suddette barriere difensive comporta, come dimostra chiaramente l’ attuale momento storico-culturale, l’affiorare di patologie terminali molto più gravi e pericolose, centrate unicamente sull’acting-out reiterato, che spaziano dalle tossicomanie alla cleptomania (oggi peculato e concussione), dalle sociopatie a sfondo delinquenziale alla ludopatia, fino alla pedofilia e alle devianze sessuali più ripugnanti e spregevoli. Il cedimento della Rimozione verrà esaminato in dettaglio nel capitolo dedicato ai Disturbi di Personalità.

Le idee, gli impulsi e le azioni morbose non sono affatto mescolate nelle medesime proporzioni per ogni singola forma o caso di nevrosi ossessiva, al contrario di norma si osserva come uno o l’altro di questi fattori predomini nel quadro clinico, connotandone la nosografia.

Eziologia

Il riferimento nel preambolo a “personaggi” quali l’hurrita Teshup o il vedico Indra  non è casuale (N.d.A.), dato che, in termini estremamente riduttivi e semplicistici, l’ossessivo è, costituzionalmente, collerico e violento. Il suo comportamento si fonda in primo luogo su una predisposizione ereditaria e solo secondariamente su fattori ambientali, ossia deriva da eventi traumatici a fissazione intra-uterina, rinforzati da episodi dolorosi generatisi durante le prime fasi dello sviluppo psicosessuale extra-uterino, in particolare durante lo stadio anale, che ne costituisce il momento apicale di coordinamento e sincronizzazione. Lo sviluppo patologico della coscienza ossessiva è direttamente riconducibile all’inusitata forza di tratti congeniti, che predispongono a un’elevata irascibilità (eccitabilità e irritabilità) che si scontrano con un’ inflessibile programmazione del senso di colpa inconscio. Tale collisione, già di per sé potentemente traumatica, avviene durante le prime fasi della  gestazione, nel rimescolamento delle linee genetiche materne e paterne che ne determinano il terreno costituzionale – ereditario. In altri termini, la nevrosi ossessiva appartiene alla categoria dei disturbi iperreattivi, caratterizzati dal conflitto tra le forze della collera provenienti dall’iper eccitabilità e quelle rimoventi derivate dalla paura colpevolizzante. Lo scontro conduce ad elaborare molto precocemente schemi autopunitivi espiatori estremamente rigidi, che potrebbero riassumersi in termini di disadattamento autoplastico. Come in tutte le forme iperreattive e cicliche, il disturbo di base consiste nella mancanza di controllo da parte dell’Io in situazioni di emergenza pulsionale e pertanto la scarica della tensione viene assicurata automaticamente dai meccanismi difensivi primari. Si possono quindi sintetizzare alcuni fattori etiologicamente importanti nel comportamento ossessivo:

1°) episodi di collera esplosiva e irrefrenabile durante le fasi precoci (sadico-orali e sadico anali) dello sviluppo ontogenetico, che delimitano un’ intolleranza alla madre e la difficoltà a ottenerne piena soddisfazione,

2°) manifestazioni fobiche colpevolizzanti, amplificate dalla retroflessione della maggior parte degli impulsi ostili,

3°) residui di onnipotenza e persistente adesione al pensiero magico, originati dal permanere dell’allucinazione primaria in fasi più avanzate di sviluppo (anale e fallica), che rendono possibile i meccanismi ideativi di retroflessione paradossale tramite i dubbi e i cerimoniali,

4°) relativa insufficienza del piacere nel campo dell’orgasmo genitale, con il conseguente indebolimento della relazione oggettuale, essendo tale insufficienza un‘anomalia a base traumatica filogenetica che rende necessario il controllo degli impulsi tramite ripetizione coatta di movimenti stereotipati,

5°) ipervalorizzazione delle facoltà cognitive e intellettive come istanze di controllo sussidiarie degli elementi pulsionali.

Segnalo in ultimo come la Fisiologia Patologica abbia evidenziato un’elevata ipersensibilità alla frustrazione, di origine gravidica, natale e perinatale che sarebbe complementare allo sviluppo della collera ossessiva, incrementata da continue fantasie di vendetta.  Infatti, secondo i principi fondamentali dell’organizzazione somato – psichica, occorre considerare come ognuno dei fatti psichici qui illustrati trovi una perfetta correlazione nella biologia molecolare cerebrale, e viceversa.

(N.d.A.)  A proposito dell’universalità interculturale dell’Edipo, secondo alcune fonti l’induista Indra avrebbe strappato a morsi e quindi inghiottito i genitali del padre. Attraverso i meccanismi di proiezione-introiezione delle spinte sadico-orali, Il mito mette in scena in modo inequivocabile il momento esatto di origine extra-uterina della nevrosi ossessiva.

 Diagnosi differenziale

Elementi ossessivi sono presenti in numerosi quadri patologici e analogamente la nevrosi ossessiva è spesso accompagnata da meccanismi caratteristici di altri disturbi. Ad esempio, la condotta di evitamento appare molto di frequente nel comportamento ossessivo, ma non vi sono difficoltà nell’evidenziare ed isolare gli altri sintomi patognomonici della sindrome indagata. Similmente, l’astrazione anaffettiva dello schizofrenico offre ampie analogie con i processi di intellettualizzazione – razionalizzazione più esasperati ma si tratta di somiglianze molto superficiali che si dissolvono all’investigazione clinica accurata. Assestamenti di  comportamenti ossessivi emergono sovente tra due cicli di depressione unipolare e solo l’anamnesi meticolosa può stabilirne la diagnosi differenziale.

Benché Freud avesse già evidenziato «come la nevrosi ossessiva possegga sempre un nucleo isterico di conversione», la vera struttura idiopatica dell’isteria è radicalmente opposta alla prima, per cui la distinzione si rivela abbastanza agevole, mentre per l’isteria d’angoscia il compito risulta più arduo. Non di rado infatti le due patologie sono presenti contemporaneamente e costituiscono una delle sindromi composite più diffuse: l’organizzazione  fobico – ossessiva per esempio, sostiene e alimenta in numerosi casi quella sintomatologia oggi designata sotto la classificazione di “crisi di panico” (cfr.:il capitolo dedicato alla Nevrosi d’Angoscia). Infine, la diagnosi differenziale deve mettere in evidenza se l’insieme complessuale ossessivo si sia installato su una struttura paranoide a sfondo persecutorio oppure riposi su nuclei depressivi endogeni, ossia mostrare le particolarità della psiconevrosi in relazione all’entità e alla distribuzione dei nuclei  di fissazione traumatica più profondi, essendo la configurazione paranoidea la più precoce e complessa, quindi  la più resistente ad ogni trattamento.

Psicodiagnosi al test di Rorschach

L’elemento patognomonico del disturbo ossessivo-compulsivo al Test è costituito da una triade specifica, che comprende 1° il modo d’approccio al materiale, 2° l’uso della determinante preferenziale e  3° il trattamento degli stimoli cromatici. Essendo l’ossessivo un soggetto tipicamente ostinato, tratto caratteriale legato alle condotte di rassicurazione, tenderà a non modificare i propri schemi mentali, pur nella varianza degli stimoli, cercando di assoggettarli alla propria conformazione psichica. Si osserveranno pertanto delle ‘Successioni’ molto rigide, che esprimono il desiderio di costruirsi un universo statico, immutabile in cui non si esprimono modificazioni che minaccino l’attività di iper controllo. L’esplorazione percettiva seguirà percorsi prefissati, talora altamente logici ma intensamente dispendiosi e quindi sproporzionati al compito da svolgere. Nei soggetti ipo o normo dotati questa caratteristica porterà a inibire o impoverire la qualità delle risposte, aumentando lo sfondo psicoastenico e originando a volte dei Do, che, più che l’oligofrenia, testimoniano di una grave problematicità nel variare gli schemi logico-cognitivi in funzione delle diverse qualità degli stimoli. Confrontato con le difficoltà oggettive del test, il soggetto manifesterà un’azione di critica sistematica sulle peculiarità del materiale, sull’indeterminazione o l’incompletezza delle immagini proposte, sviluppando una ‘Coscienza Interpretativa’ troppo elevata, accentuando le difese derivate dall’ intellettualizzazione e inibendo al massimo l’affiorare degli elementi affettivi (isolamento). Il soggetto ossessivo ricorrerà sistematicamente al trattamento formale dello stimolo, che nei soggetti normo dotati risulterà sempre adeguato (F+), in modo da assicurare un’interpretazione superficiale che non coinvolga il fragile equilibrio emotivo. Si evidenzierà come tipica la negazione degli elementi cromatici, soprattutto alle Tavole pastello, ma anche a quelle caratterizzate dal colore rosso. L’ossessivo puro riuscirà in tal modo ad elaborare numerose risposte alle ultime tre Tavole, senza per altro utilizzarne il cromatismo, condotta percettiva che condurrà al paradosso di una R.C.% molto elevata associata a una ƩC prossima allo 0. Questo indice è caratteristico di soggetti ossessivi a sfondo paranoide con facoltà logiche superiori alla media, mentre nei normo dotati l’inibizione delle componenti affettive provocherà un semplice Choc Colore. Sempre degli ossessivi – paranoidi è tipico l’elevato numero di  Dbi forniti in forma stenico-oppositiva, tramite il classico rovesciamento figura/sfondo, mentre per i soggetti ossessivi a sistemazione depressiva l’elaborazione in Dbi avviene in forma passiva e lacunare. L’associazione con gli elementi disforici, e conseguente produzione di Choc al Nero, ClobF e Clob  espliciti, distingue i soggetti fobico-ossessivi dagli ossessivi autentici, che tendono a interpretare le Tavole scure fornendo risposte complessuali inerenti a tematiche di sporcizia o disgusto, oppure fornendo risposte a contenuto sacro o religioso. Peculiari della sindrome e altrettanto complessuali si porranno le visioni di animali o essere umani visti da dietro. Inoltre risulteranno patognomoniche le elaborazioni in senso mistico e religioso dello Choc sessuale alla Tavola VI , originate  dalla formazione reattiva. Le risposte cinestesiche maggiori scaturiranno abbondanti e quasi sempre di buona qualità formale, ma presentando di frequente un rovesciamento dell’identità sessuale dei personaggi percepiti rispetto al sesso di appartenenza del soggetto; avremo quindi uomini che percepiscono figure femminili e viceversa. Essendo l’identificazione il meccanismo principale che regola il processo percettivo cinestesico, probabilmente tale fenomeno è legato a nuclei non risolti di omosessualità latente nei soggetti. Segnalo infine che l’ossessivo puro di solito ottiene una ‘Formula Complementare’ di tipo coartato, nel senso che fornirà scarse o nulle risposte in E, EF e FE e in Mp, dato che sovra determinerà le risposte in F+. Tuttavia. Si riscontreranno Formule Complementari rovesciate rispetto al T.R.I, con prevalenza di risposte in EF o E. Tale indice è tipico degli ossessivi a sfondo depressivo e dimostrerebbe come, regredendo, cioè abbandonando l’elaborazione difensiva formale legata all’intellettualizzazione, questi soggetti si trovino confrontati con situazioni abbandoniche, ansiogene, deprimenti.

Protocollo esemplificativo

Paolo B, 38 anni, sposato con due figli, professore di Lettere scuola media inferiore. Soffre da anni di ansia e insonnia. Inviato per indagine su origine psicogena del disturbo

 

Tt: 28’; Tr. medio 3’; Tl. medio: 30”

Tav. I:

1) Uno scarabeo e anche un cervo volante

G, FClob, A

Bah!, non saprei che altro dirle

2)4 fantasmi che fanno il girotondo

Dbi, Mp,  (U)

3)> 2 cani , barboncini direi, ma son mal fatti

D, F+ A, critica oggettiva                     

4)Un granchietto

D, F+, A

5)V 2 alberelli un po’ cespugliosi

 Dd, F± , Nat.                                                                   

Non vedrei nient’altro

Inchiesta (?):

1) In G: lo vedo translucido, tipico della sostanza cheratinosa

2) Nei 4 Dettagli non inchiostrati:

Sembra la pubblicità del detersivo,il fantasma dice:

il mio lenzuolo è più bianco del tuo

3)In D: soprattutto per il didietro, ha la classica coda del barboncino

4) In D: per le chele e il guscio tondo

5)  In Dd di bordura: 2 alberelli che spuntano

 

Tav. II

Mah! Sempre più difficile. Direi…

1) 2 bambini che giocano a battersi la mano

G, M, U

2) 2 animali che lottano per il possesso

D, Man., A, complex

3)di un pesce

D, F+, A

4) Un paralume qui nel mezzo

Dbi, F+, ogg.

5) Di nuovo il muso di un cane

Dd, F+, Ad

Inchiesta (?)

1)In G, qui il corpo e sopra un berrettino floscio

2) I due laterali sembrerebbero 2 orsi che si contendono

3) D centrale: un pesce, per la forma

4) questa figura in mezzo, ha  la forma di un vecchio lampadario o abat-jour

5) in Dd di bordura, questo pezzetto che spunta assomiglia proprio a un musetto di cane

 

Tav.III

Mah!!! Sempre più difficile…. Direi…

></\ |\/

1)Ha! Questo qui è un gangster mafioso,gli hanno sparato addosso ed è rimasto.

Appiccicato al muro con le braccia alzate (sorride)

G,bi, M U devit, complex

2) /\ Due negre che fanno da mangiare in un

G, K/CF’, U, Ban

3) pentolone

 D, F±,ogg.

Inchiesta (?)

1) Mi dà l’idea di un gangster per come è vestito, ha lo smoking (D, FC’,vest.) con lo sparato bianco (D,CF’, vest.)e il farfallino ( D,f+,vest. Ban); ha  gli occhiali neri sul nasone (D, FC’,ogg.vest. ) e qui ci sono le macchie di sangue he gli escono da dietro,s’è beccato una sventagliata di mitra  (D, CF, sang.)

2) Sono chiaramente 2 donne colla pelle scura, hanno il seno e il gonnellino e poi fanno chiaramente da

mangiare nei classico pentolone (D centrale inf.)

 

Tav. IV

Un mostro preistorico, una specie di dinosauro

G, ClobF, (A) -> choc al nero

Non so se è esistito realmente, tanto tempo fa

Basta, non vedo nient’altro….

Certo che non è facile il suo Test

Inchiesta  (?):

In G, per il colore e la forma

 

Tav. V     

1) Un pipistrello

 G, F+, A, Ban

2) Una scena di balletto, con 2 ballerine che mostrano le gambe e qui altre ballerine che danzano

sulle punte

Gsec., M, U, orig-+

3) Un coniglio visto da dietro

D, F+, A, complex

Inchiesta (?)

1)In G, per la forma delle ali

2)Qui ci sono le gambe che spuntano da sotto i veli (D. laterali), qua un’altra ballerina sulle punte (Dd

centrale con i nastri nei capelli (Dd centrale sup.)   Dd, F±, ogg.vest.

3) Qui sopra (D. centrale sup.), con le orecchie, il corpo, visto da dietro

 

Tav. V I

1) Un totem indiano piantato sulla collina

 G, FE,complex relig., choc sex.                                                    

È fatto in pelle di daino

2) Di nuovo un cervo volante come quello di prima

Dd, F+, A

3) 2 arabi, anzi due arabe col volto coperto dal caffetano, stanno parlando

Dd, M/EF, U

4) Il tutto una coperta, una pelliccia di tigre

D, FE, Ad, ban

Inchiesta (?):

1)D sup + sfrangiature grige

2) Dd nella parte centrale inf.

3)Dd centrali alla base del “Totem”

4) D espanso inferiore

 

Tav. VII

1) 2 donne che prendono il the e parlano

 G, M, U

2) 2 testedi statue, metà bestie immaginarie, tipo cariatidi

D, FE, U devitalizz.

3)  con lo sguardo corrucciato, cattivo Dd chiaro dei D laterale

DdDdbi, E F,occhi,complex,  choc sex. Proseguito,                                                                                                                                           

 

Inchiesta  (?):

1) D laterali per la Forma

2) 2° mediano centrale, per forma e colore

3) In DdDdbi: in due buchetti bianchi mi sembrano uno sguardo cattivo

 

Tav.VIII:

1) “ animali

D, F+, A, Ban

E basta

Inchiesta (?)

1)I D laterali, per la forma

 

Tav. IX:

1)Fa pensare  a uno strumento musicale, un contrabbasso

Dbi, F+, ogg.

Ma il manico è sbagliato          Critica oggettiva

2) 2 maghi che fanno un sortilegio

D, M, U

Inchiesta (?):

1) nel dettaglio bianco, solo perla forma

2) nei D laterali per la forma del cappello, stanno agitando le mani

 

Tav. X:

1) 2 vigili urbani inglesi, Bobby credo si chiamino, stanno correndo

D, M. U

2) Un traliccio  della luce

D, F+, ogg. Choc Colore

Inchiesta (?):

1) Per la forma del cappello a cupola e la postura

2) Ha la forma a punta

 

Scelta preferenziale: La IIII, per quella scena buffa e la V, per il balletto

Scelta preferenziale- :  l VI, l’ho trovata informe, senza senso

Interpretazione dei  dati

Trattasi di un soggetto normo nevrotico, le cui facoltà logico adattative appaiono valorizzate in senso difensivo e verso l’inibizione degli elementi affettivi. In particolare si evidenzia la sindrome patognomonica di tipo ossessivo: Successione rigida scelta esclusiva delle Determinanti Formali e Choc Colore che determina un restringimento del rendimento produttivo. La tendenza a ricorrere alle percezioni cinestesiche evidenzia la predisposizione a risolvere l’eccesso di tensione tramite ideazioni di tipo immaginario – proiettivo che determina l’abbondanza di elementi irreali non legati al percetto reale.Sono da segnalare ancora le tematiche a sfondo religioso e a contenuto anale. Si segnala inoltre la Formula Complementare rovesciata ed infine la tendenza al ricorso del rovesciamento figura/sfondo Il Test definisce pertanto un quadro sindromico suddiviso in due patologie distinte. La prima dominante con chiara derivazione ossessiva basata su fenomeni di rimuginamento G iperconcettualizzate coscienza interpretativa troppo elevata sovra determinazione delle Dd critiche oggettive Choc sex represso T.R.I. intratensivo puro Choc Colore e R.C.% abbassata. La seconda basata sulle FC’ la Sindrome d’Insicurezza oltre la media e i Clob appare chiaramente di natura fobica.

Diagnosi:

Soggetto la cui struttura ossessiva di base appare minacciata da elementi fobici che alimentano la sintomatologia in corso.

Prognosi:

Se non adeguatamente trattata, si prevede un’involuzione progressiva in relazione al deteriorarsi delle difese ossessive. Gli elementi ansiogene non più vincolabili, potrebbero estendersi fino alla costituzione di una sintomatologia depressiva-reattiva.

© Pier Luigi Bolmida


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Notizie sull'Autore

Bolmida Pierluigi

Pier Luigi Bolmida, Specialista in Psicologia Clinica e Patologica, Università Paris V, Formatore in Psicodiagnosi presso le A.A/S.S./L.L. della Regione Piemonte
Nel 1976, in occasione del suo Dottorato di ricerca, partecipa come rorschachista all'équipe della Clinica S.Anne de Paris diretta dal Prof.Pichot alla messa a punto dei Sali di Litio per la cura delle Depressioni Unipolari
Viene nominato nel 1984 presso le U.S.L. di Torino come Formatore Responsabile di tutte le Équipes per la diagnosi dei disturbi mentali e tossicodipendenze
Nel 1986 introduce ufficialmente l'uso del Test di Rorschach in Psichiatria forense, dove verrà regolarmente utilizzato nei casi di separazione legale, abusi e violenze su Adulti e Minori, e nella valutazione precoce del pericolo di Tossicomania in soggetti pre-adolescenti e adolescenti



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