La psicoanalisi di fronte alla sessualità: Espressioni attuali |a cura di Bruna Marzi – Quirino Zangrilli | Armando Editore | 2026

Prefazione
di Bruna Marzi

sessualità Le prime elaborazioni freudiane in materia di sessualità risalgono al 1895, quando, in una lettera indirizzata a Wilhelm Fliess, Freud afferma di aver individuato nei traumi sessuali l’origine dei disturbi psichici. In questa fase iniziale, egli sostiene che l’isteria derivi da uno “spavento sessuale”, mentre la nevrosi ossessiva rappresenti una forma di autopunizione connessa a un piacere sessuale sperimentato. Due anni più tardi, nella celebre lettera definita “rivoluzionaria”, ancora rivolta a Fliess, Freud (1897) dichiara di non credere più ai suoi neurotica, abbandonando così l’ipotesi del trauma sessuale come causa unica della patologia psichica. Ciononostante, la sessualità resterà il nucleo centrale del pensiero freudiano lungo tutto lo sviluppo della sua Opera.
Tale mutamento teorico non avvenne in modo repentino, ma maturò progressivamente, attraverso il lavoro clinico e l’autoanalisi intrapresa da Freud dopo la morte del padre. Egli giunse progressivamente a comprendere che non sussiste un rapporto diretto e lineare tra gli eventi reali e le loro ricadute sulla vita psichica. Nella stessa lettera, Freud esplicita due motivi principali che lo condussero al ripensamento:
1. i ripetuti insuccessi dei trattamenti analitici;
2. l’inverosimiglianza che tutti i padri, zii o nonni delle sue pazienti fossero perversi e portatori di una predisposizione all’incesto.
A partire da tali considerazioni, Freud mette in luce il ruolo centrale della realtà interna: fantasie, affetti e contenuti inconsci sono privi di un autentico marcatore di realtà. Nell’inconscio, infatti, non c’è distinzione tra un evento reale e una fantasia investita di affetto
Si tratta di un passaggio teorico decisivo, non di rado misconosciuto. L’essere umano tende, infatti, ad attribuire all’esterno la responsabilità del proprio malessere. Tale difesa proiettiva può indurre, talvolta, anche terapeuti e analisti in formazione a ricercare un trauma reale quale unica causa della sofferenza psichica, trascurando invece la rilevanza della realtà interna, ossia del mondo fantasmatico. Da questo snodo prende avvio una riflessione più ampia sulla sessualità. Nei Tre saggi sulla teoria sessuale, Freud mostra come essa attraversi l’intero corpo, senza ridursi agli organi genitali: coinvolge tutti gli organi e gli orifizi, non è finalizzata primariamente alla riproduzione né esclusivamente all’unione genitale. La sessualità si configura come una forza orientata al piacere, alla tensione e all’eccitazione; una forza creativa, ma al contempo potenzialmente destabilizzante, come emerge chiaramente nel masochismo o nell’innamoramento. La scoperta forse più perturbante per la società dell’epoca fu la sessualità infantile, polimorfa e perversa. Essa si articola in fasi (orale, anale e fallica) che precedono l’organizzazione genitale. Freud ribadisce che il raggiungimento della genitalità non è affatto scontato. Si tratta, infatti, di un processo complesso e irregolare, ostacolato tanto dalla vita fantasmatica quanto dalle vicissitudini dell’esistenza. Ed è proprio l’attività fantasmatica, cioè la capacità di realizzare allucinatoriamente il desiderio a costituire una risorsa fondamentale, ma anche un potenziale fattore di rischio: se, da un lato, essa consente di ottenere piacere in assenza dell’altro, un’eccessiva attività fantasmatica può favorire il ritiro e l’isolamento, con tutte le ricadute sul piano psicopatologico.
Il superamento della teoria della seduzione non portò mai Freud a rinnegare né la frequenza né tantomeno l’importanza etiologica dei traumi sessuali. Ciononostante, questo passaggio evidenzia come la sessualità non possa essere ricondotta a un mero fatto biologico o istintuale. Essa si configura piuttosto come una forza eccedente, creativa e relazionale, radicata nel corpo ma costantemente modulata dall’incontro con l’altro. Una forza che attraversa l’intera vita psichica, tanto nel suo potenziale generativo quanto nella sua capacità di destabilizzazione.
Gli scritti che seguono sono stati presentati da relatori di diversa formazione in occasione del Corso di formazione sulla sessualità, organizzato a Bergamo dall’Istituto Svizzero di Micropsicoanalisi, in collaborazione con l’Istituto di Psicoanalisi di Mosca, dal 23 al 27 settembre 2025. Nel leggerli il lettore potrà ravvisare affinità e divergenze, posizioni condivise e prospettive suscettibili tanto di consenso quanto di disaccordo. Ed è proprio in questo confronto che risiede, a nostro avviso, una delle sfide più arricchenti della psicoanalisi: misurarsi con la diversità e con l’alterità. Cristallizzare le proprie posizioni in modo narcisistico, pretendendo di detenere una verità assoluta, significherebbe ridurre la psicoanalisi alla medesima logica che caratterizza molti protagonisti dei social media contemporanei. Così facendo, inoltre, verrebbe meno quella neutralità che le è propria, già inscritta nell’etimologia della parola psicoanalisi: studio dell’animo umano attraverso la scomposizione degli elementi che lo compongono.

Fiuggi,  13 febbraio 2026


Indice

Prefazione
Bruna Marzi

Elementi Originali Portati Dalla Micropsicoanalisi alla Teoria Sessuale di Freud Sulle Nevrosi: Esiste Una Determinazione Intrauterina Della Sessualità?
Daniel Lysek

Quanti generi ci sono in camera da letto, quanti nella società e quanti nello studio dello psicoanalista?
Levas Lovarski

Di che sesso siamo fatti? Alla ricerca di risposte nel percorso evoluzionistico e nel confronto tra le specie
Gioia Marzi

Il delirio del terzo sesso
Quirino Zangrilli

La sessualità virtuale
Bruna Marzi

Riflessioni teorico-cliniche su masochismo e omosessualità
Roberto Cutajar

Statuto di Vittima, Trauma e Mito del Matriarcato. L’Identità Femminile come ‘Identità Rovesciata’
Anna Maria Loiacono

Dal sesso per la riproduzione alla riproduzione senza sesso (e il prezzo da pagare)
Gian Carlo Di Renzo, Valentina Tsibizova

La sessualità durante la gravidanza
Marcella Marcone

Sintomo, angoscia e perversione
Cinthya Paz Eraso

Doppia identità: dall’ideale di castità alle fantasie perverse
Olga Erisheva

Riflessioni su un caso clinico
Giulia Leto

Il desiderio in esilio. Un’integrazione tra Milan Approach e micropsicoanalisi nel lavoro terapeutico di coppia.
Marica Pasinetti