Tutti gli articoli di Psicoanalisi e Scienza

Sanificazione del passato, abbattimento di statue e psicosi di massa

Sanificazione del passato, abbattimento di statue e psicosi di massa

L’individuo, come le masse, ha bisogno del permanere dei segni percettivi del passato: uno dei momenti di miglior sollievo nella catarsi analitica è il riconoscimento che determinati “errori” del proprio passato individuale, se osservati e studiati nella giusta prospettiva, sono pur sempre stati dei tentativi neutri che hanno contribuito a renderci come siamo e, insieme a quelli che reputiamo positivi, a mantenerci in vita.

Coronavirus e terrorismo psicologico

Coronavirus e terrorismo psicologico

Qui mi preme ricordare che si è creata un’ondata di angoscia di morte degna di un conflitto bellico, anzi a dire il vero di gran lunga superiore, poiché prima dei criminali bombardamenti di massa dei civili posti in essere durante l’ultimo conflitto mondiale, le popolazioni lontane dal fronte facevano una vita più o meno normale. Qui il nemico è ovunque, è nell’aria, è in qualsiasi persona: una rupofobia 2  globale è stata indotta nelle masse. I rituali di lavaggio cominciano a divenire ossessivi in molte persone: certo è difficile produrre una nevrosi fobico-ossessiva artificiale, ma slatentizzarla in migliaia di individui predisposti che prima erano in un accettabile equilibrio questo è ben possibile.

Realtà psichica e realtà virtuale: nuovi piani di coscienza? – Convegno a Capo d’Orlando

Realtà psichica e realtà virtuale: nuovi piani di coscienza? – Convegno a Capo d’Orlando

Passato un momento in cui gli scambi mediati dalle tecnologie digitali erano facilmente associati al virtuale, oggi viviamo un cambiamento di tendenza. Se definiamo il virtuale come una costruzione psichica che non ha ancora traduzione nella realtà, questa definizione non giustifica il fatto di definire virtuale il suo prodotto, un esempio può essere quello del creativo che si esprime in pixel piuttosto che con la pittura. Le tecnologie informatiche, da questo punto di vista, organizzano semplicemente nuove forme de presentarsi all’altro.

Alcuni effetti dei vissuti del feto sulla vita adulta – terza parte

Alcuni effetti dei vissuti del feto sulla vita adulta – terza parte

nel corso delle sedute lunghe possiamo ritracciare vissuti fetali memorizzati nell’inconscio. Andare così a fondo nella storia del soggetto non serve solo a chiarire le prime tappe della costituzione dello psichismo. Mettere in luce queste esperienze intra-uterine ha soprattutto un’utilità pratica. Quando si libera l’energia legata a vissuti intra-uterini traumatici, il loro peso diminuisce e certi stati d’angoscia o di depressione possono migliorare. Spesso si liberano allora dei vissuti fetali di benessere e una nuova dinamica psichica s’instaura, che ha buone possibilità di portare a una vita più equilibrata e soddisfacente.

I nuovi disturbi alimentari

I nuovi disturbi alimentari

Nell’ultimo periodo i media ci hanno fatto conoscere dei dati sconcertanti sulle nuove abitudini di una parte considerevole di concittadini: ben sei milioni di italiani consumano cibi per celiaci senza averne alcun bisogno nell’errata convinzione che si tratti di uno stile alimentare più sano e che aiuti a restare in forma più facilmente. Gli studi dei colleghi medici di famiglia sono letteralmente assediati da torme di pazienti che richiedono costose ed inutili analisi che attestino le intolleranze più strane: lo stigma di celiaco non si può più negare a nessuno.

L’opera algoritmica di un formidabile genio

L’opera algoritmica di un formidabile genio

In un saggio che ho scritto sul numero 17 di «Enthymema» sostengo che Facebook è come un’opera letteraria. Mark Zuckerberg ne è l’autore che con la sua dittatura narrativa cancella la promessa del Web come spazio di narrazioni aperto, collaborativo e partecipato dal basso. Ciò che resta dell’ipertesto oggi è una “rete televisiva”

Appunti sul pensiero creativo

Appunti sul pensiero creativo

L’idea che suggerisco è che l’intuizione e, di conseguenza le grandi scoperte ed applicazioni che ne conseguono, sia la presa di coscienza di rappresentazioni che sono germogliate come elaborazione secondaria di contenuti inconsci, il cui supporto somatico (sarebbe meglio dire fisico) è dato dalla presenza nell’uomo dei processi che egli descrive. Oggi io direi l’affioramento alla coscienza nell’entità psicobiologica dei processi che mantengono la sua coesione strutturale, nel contesto di una realtà fisica differenziata. Un fenomeno psicobiologico differenziato in un universo differenziato in cui valgono leggi che sono presenti in tutti i fenomeni, compresa l’entità psicobiologica che ne prende coscienza, cioè che intuisce.

Lo scientismo come nuova religione

Lo scientismo come nuova religione

La scienza sta perdendo definitivamente il proprio connotato originario di ricerca del sapere, attraverso l’esercizio costante del dubbio, per assumere ai nostri giorni i tratti dogmatici di una religione. Un sistema accreditato di enti e istituzioni definisce l’orientamento dottrinario da adottare nei diversi ambiti del mondo scientifico e, con un atteggiamento settario, ostacola l’accesso a chi non vi aderisce in modo ortodosso. L’appartenenza stessa a tale apparato garantisce prestigio ai suoi membri, a prescindere dall’effettiva validità del loro operato, screditando coloro che non ne fanno parte. All’esercizio del dubbio si sostituisce quello del dogmatismo e della chiusura al dialogo verso chi dissente dalla vulgata scientifica preminente, accreditata dal mondo accademico e amplificata dalla cassa di risonanza dei media, che esercitano un enorme potere persuasivo sull’opinione pubblica.

Tale pratica si sta diffondendo in tutti i campi, dall’economia – che pure appartiene alle scienze sociali – alla medicina, in un momento storico in cui l’attenzione per la salute ha raggiunto livelli quasi ossessivi. Nonostante siano stati più volte smentiti nelle loro affermazioni dalla realtà e dai continui cambiamenti in corso, le dichiarazione divulgate da alcuni virologi attraverso le reti televisivi e i principali organi di stampa esercitano una vigorosa fascinazione sulla popolazione, che si affida a essi come ai detentori di una verità assoluta, capace di placare il sentimento d’angoscia generato da una situazione inedita e sconosciuta. Sta prendendo così forma una nuova creatura, la religione scientista, che risponde al bisogno umano di protezione e ai criteri di dogmaticità di una comunità scientifica che rincorre illusoriamente il progresso e non accetta l’intralcio di posizioni eterodosse.

Coronavirus e Psiche: riflessioni finali

Coronavirus e Psiche: riflessioni finali

Per alcuni il coronavirus è stata una benedizione: mandando in frantumi gli schermi protettivi narcisistici che li separavano dall’idea della morte, li ha costretti ad elaborarne l’umana presenza, permettendo l’elaborazione di un passaggio diniegato fin dalla prima infanzia. Mi direte che le immagini delle TV erano piene di morte anche prima del coronavirus, ma era sempre la “morte dell’altro”, guerre lontane, emergenze di altri popoli, crimini di nicchia. Nei numerosi racconti dei sopravvissuti all’epidemia, quelli che sono “risorti” dalle rianimazioni emerge una costante: l’angoscia della visione delle morti degli altri: molti imploravano un paravento per non dover vedere quelle scene.

Coronavirus, Luc Montagnier e metodo scientifico

Coronavirus, Luc Montagnier e metodo scientifico

se uno scienziato vuole dimostrare un’ipotesi, raccoglie tutti i dati e gli esperimenti che dimostrano tale ipotesi e li mette a disposizione della comunità scientifica in un articolo, il quale prima della pubblicazione, passo attraverso l’esame critico di 3 revisori esperti del settore, il cosiddetto PEER-REVIEW o revisione tra pari. Questo step di revisione può durare diversi mesi se i revisori ritengono che le prove portare a dimostrazione dell’ipotesi sperimentale, non siano sufficienti.

Il supporto psicologico in quarantena da Coronavirus

Il supporto psicologico in quarantena da Coronavirus

La consulenza e il supporto psicologico fornito da équipe di psicologi specializzati sono rivolti al personale sanitario degli ospedali, dei servizi territoriali e delle RSA, ai malati in ospedale e ai loro familiari, a coloro che hanno vissuto l’esperienza traumatica della perdita dei loro cari, ai malati dimessi e in isolamento domiciliare, ma anche a tutti coloro che stanno vivendo l’esperienza protratta della quarantena, con le incertezze e le preoccupazioni per il futuro. Lo scopo di questo intervento ad ampio raggio è quello di ampliare quella ristretta percentuale di persone (16%), dotata di un grado di equilibrio e di adattabilità che li rende capaci di elaborare le conseguenze traumatiche di questa pandemia.

Coronavirus: fobia, quarantena e tabù del toccare

Coronavirus: fobia, quarantena e tabù del toccare

la necessaria quarantena che costringe all’isolamento interi nuclei familiari che non cessano certo di essere percorsi dalle loro spinte pulsionali, costituisce una sorta di pentola a pressione esplosiva di tali spinte incompatibili con l’Io. Una delle sortite più frequenti è lo slittamento verso l’aggressività di cui assisteremo, una volta esaurite le energie di contenimento razionali egoiche, a possibili esplosioni parossistiche. Un ragionevole allentamento del confinamento domestico esercitato con totale rispetto delle regole di distanziamento di profilassi virale, sarebbe auspicabile.

Arte tra trauma-resilienza e benessere | parte prima

Arte tra trauma-resilienza e benessere | parte prima

Questo lavoro, in due parti, collega la “creatività al benessere psicobiologico” (www.psicoanalisi.it/tag/benessere-psicobiologico) in quanto “disposizione naturale e universale di energia creatrice”, libera di esprimersi o bloccata da conflitti psichici. Nella seconda parte, tale studio psicoanalitico viene esemplificato attraverso la storia di Artemisia Gentileschi e Charlotte Salomon: due vite e vicende artistiche accomunabili dall’elaborazione di eventi traumatici, violenti e luttuosi e dall’attivazione naturale di risorse resilienti. In Artemisia, la riconciliazione con esperienze traumatiche, la mostra infine come donna appagata e artista affermata; in Charlotte (morta a soli 26 anni ad Auschwitz), la disattivazione di uno stato di sofferenza e il raggiungimento di un certo grado di benessere in campo artistico e nella vita, ne ha comunque tessuto un “incipit di storia nuova”, rispetto al filone familiare suicidario. In chiusura, viene presentato qualche quadro amatoriale, che va nel senso del sopraccitato studio sulla creatività e della rappresentazione di aspetti della relazione inconscia analitica, aspetti tratti dal campo professionale della relatrice. I quadri sono stati esposti nella Mostra Facendo altro (http://www.facendoaltro.it/) e spiegati nell’intervento al Convegno Creatività, arte del vivere (http://www.facendoaltro.it/eventi-iniziative/convegno-creativita-arte-del-vivere/ ).

0 Condivisioni