VERSO NUOVE EREDITÀ

Fresco di stampa, Armando Sichenze, INTERNITÀ Architettura Energia Psiche, a cura di Ferretti, Gariglio, Macaione, sesto libro della Collana Tracce di benessere ricombinate… (tbr), ideata e diretta da Daniela Gariglio (DG) e illustrata da Albertina Bollati, Araba Fenice, 2026.

 

Antefatto

internita Il libro prende le mosse da accenni di riflessione sulla resilienza in Psicoanalisi e Architettura nel farsi di una spontanea interlocuzione Gariglio-Sichenze, diventata poi oggetto di un libro per questa collana, libro che Armando Sichenze (1946-2020. Professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana, fondatore e Preside della facoltà di Architettura dell’Università della Basilicata a Matera), elabora poco alla volta in tre capitoli, accompagnati da note bibliografiche e materiali illustrati, il tutto arenatosi con la sua morte improvvisa, il 26 novembre 2020.                      L’anno successivo, su invito di Ina Macaione, “compagna di vita-architettura-ricerca-docenza universitaria e molto altro” (cf. DG 2026, p. 11) alla XVII Biennale di Architettura di Venezia 2021, Padiglione Italia – Comunità resilienti,voce tra le voci 1, porto una prima testimonianza del libro, in merito all’intenzione di cui sopra: “Il mio incontro con Armando Sichenze, attraverso le nostre discipline”, con una bozza di Bollati per l’illustrazione di copertina (Araba Fenice).
Dopo una lunga pausa, il libro viene ripreso, a cura di Ferretti, Gariglio, Macaione e avviato alla pubblicazione. Finalmente, nel marzo 2026, nasce INTERNITÀ con accenni qui e là anche alla sua lunga gestazione, rispettosa del silenzio richiesto da un doloroso lutto in elaborazione che, come sempre, dopo il dissodamento interiore, tenta di “andare oltre la perdita (su tale Immagine, cf. Zangrilli 2026, pp. 23-32. Qui, nota 5), per prender contatto con il vuoto…”(Peluffo 1992, p. 11), aspetto, quest’ultimo, di grande interesse anche per Sichenze che, nello specifico, ne ha discusso nel suo Stelle di giorno (2018).

Oggi, Internità trasmette la Visione ed Essenza dell’Architettura, protagonista di Vita e Professione dell’Autore.Il disegno di copertina di Albertina Bollati ben sintetizza il senso dell’Opera, spiegandone l’illustrazione ideatavi in “Architettando il presente col passato” (pp. 31-32). La Prefazione (DG, 2026 pp. 9-30), in qualche tocco di memoria, ne rievoca l’interlocuzione di partenza sulla “resilienza”, patrimonio latente che accomuna tutti, quindi utilizzabile. Potenzialità richiamata anche nell’amorevole ricordo di Ina (Macaione 2026, Premessa p. 37): “[…] Armando vedeva la bellezza dove altri non la vedono e questa era la fonte della sua resilienza…”.  L’essenza umano-architettonica trasmessaci da Sichenze viene ulteriormente segnalata il 17 marzo 2026 (Spazio Cultura Macaione, Palermo), da Maria Dora Ferretti, già co-curatrice del libro, in una sua attuale e intensa Recensione di cui cito: “Stare in un luogo è innanzitutto un’esperienza emotiva, per chi ha la sensibilità di coglierne l’anima”. […] l’autore invita ad amare i luoghi che attraversiamo nella nostra vita, ad inserirsi nel flusso energetico che vivifica uomini, animali, piante, rocce. […]l’amore per la Natura è accompagnato dalla fiducia nella sua capacità rigenerativa. Nel nucleo centrale degli spazi e cuore dei luoghi, Sichenze trova le condizioni della buona architettura”. E la psicoanalisi che a me piace e di cui tengo conto nell’uso della parola, anche in questa specifica collana, è quella che, come ne propugnava Silvio Fanti (1984, p. 6), fondatore della micropsicoanalisi, “deve scendere nella strada per spiegare la terminologia che le è propria e chiarirne il senso…”.

“Resilienza” come prospettiva pluridisciplinare di un comune fare operativo spiegabile a tutti… perchè appannaggio di tutti? Tentativo quindi, potremmo anche dire, di alleggerirne la complessità dello studio isolato? Ragionando allora in termini di Psicoanalisi e Architettura, potremmo ad esempio riferirci alla scontata risonanza dei fenomeni ambientali e sociali, quelli a maggior impatto energetico perché disastrosi (traumi collettivi con genocidi violenze disastri ecologici con carestie e sradicamenti e relativi vissuti di impotenza e smarrimento…) ma anche, resilientemente parlando, quei fenomeni benefici/vivifici (compassione, adattamento, sintonizzazione, connessione, fiducia…). Tutti aspetti distruttivi e benefici, interiorizzati dall’essere umano che, volente o nolente, se li ritrova, risonanti come antefatto ontofilogenetico, assorbiti psicobiologicamente (in corpo e spirito), nella sua “struttura di personalità”. Questo, imprescindibilmente, è riscontrato analiticamente dalla micropsicoanalisi che lo attesta attraverso uno dei suoi principali sussidi tecnici, “la ricerca genealogica” in cui la voce degli antenati resta impressa per “tre generazioni” come risonanza/eco benefico-malefica nel soma e nella mente, secondo i dati anche dell’odierna ricerca neuroscientifica. Mi sto riferendo alla possibilità di trasformazione della “distruttività”2 in situazioni, ricostruitesi, a posteriori, come appagamenti vitali, in virtù della “mobilitazione delle energie latenti dell’individuo”, come ne scrisse già Erich Fromm (1994, p. 98). Della specifica esistenza di aspetti benefici mi occupo, direi da sempre, dapprima come naturale e spontanea intuizione caratteriale, rinforzata da momenti artistici, poi, come osservazione e studio esperienziale e clinico. Successivamente in un lungo lavoro sui rispettivi dati clinici a disposizione, con il Collega Daniel Lysek abbiamo rilevato come alcuni residui di distruttività ontofilogenetica, resti considerati insieme a tracce vivifiche ridiventate protagoniste dopo disattivazione traumatico-conflittuale, possano avviare un certo specifico “processo” che abbiamo chiamato “di elaborazione ricombinativa” (cf. Creatività benessere 3, 2007, pp. 48-53). Questo per la Psicoanalisi. Ma, anche l’Architettura, potremmo ben ricavare da Internità, si trova a progettare il futuro in un presente imbevuto di passato, benefico-malefico. Armando Sichenze, con la collaborazione di Ina Macaione, ce lo ha ben confermato. E, come parallelismo con l’architettura, mi piace rimandare (DG 2026, p. 18) 4 , al “Grande Cretto, 1984-1989 completato nel 2015, Gibellina vecchia. La memoria, foriera di un futuro possibile”, spiegato molto bene in Internità (2026, p. 83): “L’architettura rientra nella Natura incorporando le macerie, mentre i nuovi corpi si compongono nelle viuzze che sono le tracce memori della Città. In essa l’Umanità entra in un LABIRINTO DELLA PSICHE da percorrere inevitabilmente, per poter di nuovo accedere al centro espanso nella Natura.”.

Nuova eredità intrapsichica interpersonale relazionale ambientale-sociale

Secondo la consuetudine delle precedenti pubblicazioni di questa Collana, Internità, preso l’avvio dal tentativo di “raccordo Psicoanalisi-Architettura resilienti”, si è via via arricchita di un crogiolo di voci affettive e pluridisciplinari, a partire dalle parole della toccante Premessa di Ina Macaione (2026, pp. 33-38) la cui bella presenza viene richiamata, in diversi interventi (cf. Commenti, 2026, pp. 269-287) che ne attestano l’intesa affettiva e la straordinaria sinergia professionale con l’Autore, eredità già circolante in ambito accademico e professionale (cf. ad es. Postfazione di Insetti, 2026, pp. 255-267).  Ho allora pensato che questo Coro, strettosi sinergicamente attorno al ricordo di Armando Sichenze, possa rendere il suo libro un lascito di nuova eredità (cf. DG 2025). Ne riaccennerò in chiusura, anticipandone ora cosa intendo quando parlo di “nuova eredità” in psicoanalisi. Mi rappresento cioè un nuovo protagonismo per quanto riguarda immagini/tracce di benessere, slatentizzatesi dal ricco potenziale resiliente. Riprendendo quanto sopra accennato, come succede nel nostro lavoro secondo la modellistica sulla creatività (2007, cit.), tale potenziale, dopo l’abreazione di traumi e confitti può reincarnarsi in vissuti benefici latenti nella realtà individuale-collettiva: vissuti di tenerezza, ad esempio, dolcezza comprensione rispetto affetto amore e quant’altro di appagante sia stato manifestato dall’essere umano nella sua vita specifica e nel corso dell’Evoluzione. E qui, allora, la storia cambia.

Iter del libro

– PREFAZIONE di Daniela Gariglio, “Un iniziale tentativo di collaborazione psicoanalisi-architettura resiliente: a proposito del vuoto creatore creativo” (pp. 9-30).

– ILLUSTRAZIONE di copertina di Albertina Bollati, “Architettando il presente col passato” (pp. 31-32).

– Una PREMESSA di Ina Macaione, “Il cercatore di bellezza e amore” (pp. 33-38).

– INTRODUZIONE di Maria Dora Ferretti, “Entrando nello spazio di Armando” (pp. 39-57).

– TESTI E ILLUSTRAZIONI IN TRE CAPITOLI di Armando Sichenze

   .  “Caro lettore” (pp. 59-61).

   .  “Primi approfondimenti e guida alla lettura” (pp. 63-73).

   .  “Glossario dei termini ricorrenti” (pp.75-80).

   .  “Lo specifico dell’architettura nei maestri di crisi” (Cap. 1, pp. 81-139).

   “L’internità sinergica nel metodo di coniugazione spazio-luogo” (Cap. 2, pp. 141-198).

   .  “Dentro l’abbandono. Ripartenze” (Cap. 3, pp. 199-222).

   .  “Note bibliografiche” (pp. 223-254).

–  POSTFAZIONE di Maria Itala Insetti, “ ‘Quante dita vedete?’. Fenomenologia di un pro(cesso- og)getto.

   La Lezione di Armando Sichenze” (pp. 255-267).

–  COMMENTI (pp. 269-278)

   . Gaetano Dentamaro, “Carissimi Armando ed Ina”.

   . Caterina Di Maio, “Luce e materia”.

   . Gerolamo Sirena, “Non immaginarmi in alcun modo”.

   . Carlo Maccaferri, “il vuoto in Fisica come scenario ribollente di potenzialità”.

– NOTE A MARGINE di Ina Macaione (pp. 279-287)

   . Ninì Zagaria, “Internità. ‘Un viaggio nella creatività’. Per Armando ed Ina”.

   . Caterina Pentasuglia, “Armando, vagante senza confini”

A proposito del ripristino di tracce benefiche, latenti

Mi dà indubbio piacere questa prima gemmazione introdotta nella nostra Collana del tentativo di riflessione tra due discipline, in merito alla resilienza. Riferendosi al lavoro dello psicoanalista, si potrebbe rappresentarcene un reinserimento nella matrice freudiana (Freud 1938, pp. 541-552): “Il suo lavoro di costruzione o, se si preferisce, di ricostruzione rivela un’ampia concordanza con quello dell’archeologo che dissotterra una città distrutta o sepolta o un antico edificio […]. A entrambi resta il diritto di ricostruire mediante integrazioni e ricomposizioni del materiale che si è preservato. […] Se riusciremo o meno a portare completamente alla luce il materiale nascosto – per lo psicoanalista – è soltanto un problema di tecnica analitica.” Lavoro, per noi soltanto “preliminare” (id.  pp. 543-544), che ben potrebbe però intrecciarsi con il tentativo del noto binomio architettura-archeologia, di tramandare un passato, dandogli in qualche modo presenza creativa nell’attuale.

Ora, per la scrivente, rispetto allo specifico di questa ricerca, il materiale esperienziale cui ridare protagonismo ha riguardato (di qui, l’interlocuzione con Sichenze), anche quel potenziale resiliente beneficamente vitale, rintracciabile (a saper/voler guardare!) ovunque nell’Universo in generale, comprensivo dell’essere umano che, nella fattispecie, non mi stancherò mai di dirlo! , non è solo portatore ontogenetico ed erede filogenetico di traumi e conflitti.

Per questo, oggi, sento ancora questo sesto Libro della Collana come una testimonianza “di energia e movimento” (cf. Peluffo 2023, p. 6) 5. Una traccia, che anche in questo caso specifico si è giostrata tra vita-morte e vuoto d’angoscia-vuoto creatore/creativo (cf. Sichenze 2026, Note bibliografiche, p. 223). Seguendo il Commento di Carlo Maccaferri “Il vuoto in Fisica come scenario ribollente di potenzialità” (2026, pp. 277-78), potremmo rappresentarci un approdo vivifico del libro, appellandolo rientro di vita 6. E mi riferisco allora proprio all’incrocio multidisciplinare di singole Voci, messesi in contatto come richiamo naturale di memoria celebrante, risonante di stima e affetto per l’Autore e il suo modo di architettare. Un ensemble che mi ha riconfermato come il passaggio alla coralità– traccia sinergica – sia presupposto di trasformazione in cui l’eventuale quota di “narcisismo” rimasto sarà solo una sana traccia, vitale e creativa.  Un’immagine di cui mi piace ancora evocare (cf. DG, 2011, p. 43) certi accenni di disquisizione, in tal senso, con un maestro a me caro (Cr. Lopez, 2011), lo psicoanalista Davide Lopez (1925-2010). Con ciò, intendo quel darsi agli altri, proponendovisi con la propria soggettiva verità, elaborata in un’esperienza analitica o ricerca personale come questa, rintracciabile nell’auto-presentazione di Armando Sichenze, persona e professionista stimato da tanti e ben ricordato in Internità di cui Maria Dora Ferretti, in “Perché leggere questo libro?”(cit.), argomenta diverse ragioni.

Per tutto quanto asserito, mi sento di considerare quest’Opera (qui, rivisitata personalmente, forse, atto conclusivo di una stimolante e proficua interlocuzione) una buona testimonianza collettiva di nuova eredità (DG 2025) che mi rappresento, rievocando il nostro maestro Silvio Fanti (DG, 2025),  come un corposo tentativo (Fanti, 1984, pp. 53-60) professionale ed umanitario. Di “nuova eredità”, mi sto giusto interessando, in una fase di vita avanzata che continua a riflettere con animo psicoanalitico-micropsicoanalitico, confrontandosi sempre, quando se ne presenti l’occasione, con altre specificità. Questa volta, con un risultato globalmente generoso.

© Daniela Gariglio

Bibliografia

  • Fanti S. (1983). La micropsicoanalisi. Collana di micropsicoanalisi, Diretta da Nicola Peluffo. Borla, Roma
  • Idem (1984). Dizionario di Psicoanalisi e micropsicoanalisi, con la collaborazione di P. Codoni e D. Lysek. Collana di micropsicoanalisi, Diretta da Nicola Peluffo. Borla, Roma.
  • Ferretti M. D. (17 marzo 2026). “Perché leggere questo libro?”. Recensione in Spazio Cultura Libreria Macaione Palermo.
  • Freud S. (1938). “Costruzioni nell’analisi”. Freud Opere 1930-1938. Vol. 11, 1979. Bollati Boringhieri, Torino.
  • Fromm E. (1983, tr.1984). L’amore per la vita. Arnoldo Mondadori, Milano.
  • Idem (1991, tr.1994). L’arte di ascoltare. Arnoldo Mondadori, Milano.
  • Gariglio D. (marzo 2011). “Tracce di condivisione con il pensiero di Davide Lopez”. Gli Argonauti. Psicoanalisi e Società, N. 128.
  • Idem (10 gennaio 2025). “I maestri in noi come fonti affettive benefiche”, sito IIM
  • Idem (5 Dicembre 2025). “Creatività in micropsicoanalisi e nuova eredità”. 16 febbraio 2025, in “PSICOANALISI E FORMAZIONE: orientamenti teorici e clinici. Giornata di studio online, organizzata con OPIFER dall’Istituto Italiano di Micropsicoanalisi” .
  • Idem (5 marzo 2026). “Creatività Vita Morte”, A Levante Cultura
  • Idem (18 marzo 2026). “Internità”. Sito IIM.
  • Gariglio D. e Lysek D. (it. 2007, fr. 2008, russo 2021). Creatività benessere. Movimenti creativi in analisi. Collana di psicoanalisi e psichiatria dinamica. Armando Editore, Roma, 2007.
    Lysek, Gariglio, ed. L’Âge d’Homme, Lausanne, 2008 ( (https://www.psicoanalisi.it/libri/creativite-bien-etre/4376/ ). A cura di Bruna Marzi, ed. Cogito, Mosca, 2021 (https://www.micropsicoanalisi.it/creativita-benessere-movimenti-creativi-in-analisi-2/ ).
  • Lopez D. (2011). La strada dei Maestri. Angelo Colla editore, Vicenza.
  • Peluffo N. (1992). Prefazione all’edizione italiana (pp. 7-13), Silvio Fanti, La micropsicoanalisi. Idem (1993). Prefazione (pp. 5-11), Quirino Zangrilli, La vita: involucro vuoto. Borla, Roma.
  • Sichenze A. (2018). Stelle di giorno. Spazio Cultura Edizioni, Palermo.
  • Idem (2026). INTERNITA. Architettura Energia Psiche, a cura di Maria Dora Ferretti, Daniela Gariglio, Ina Macaione. Collana Tracce di benessere ricombinate…(tbr), ideata e diretta da DG, illustrata da Albertina Bollati. Araba Fenice, Cuneo.
  • Zangrilli Q. (1993). La vita: involucro vuoto. Collana di micropsicoanalisi, Diretta da Nicola Peluffo. Borla, Roma.
  • Zangrilli Q. e Consoli E. (2025). Psicoanalisi del trapianto d’organo. Armando Editore, Roma

Note:

1 –  “Padiglione Italia – Comunità resilienti. CLANDESTINI RESILIENTI DELLA CITTÀ-NATURA. INCURSIONI NELLO SPAZIO DI ARMANDO SICHENZE. Quarta incursione, Dentro l’architettura. Il sud, con Laura Pavia, Marilina e Chiara Giannatelli, Nicola Macaione, Daniela Gariglio, Pino Scaglione, Giovanna Spadafora” (cf. DG 2026, in “Appendice”, 9-30 e nota 1, p. 9, in Prefazione di Internità).

2 –  Per Erich Fromm (1984, p. 59), casualmente ritrovato ma sempre affascinante, “si tratta di una potenzialità insita in ciascuno di noi e che si manifesta allorchè lo sviluppo dell’uomo non avvenga nel senso di un miglioramento, di una maturazione. […] l’aggressività, maggiore nell’uomo rispetto agli animali è dunque insita nel nostro carattere.”.

3 – Teorizzando una “pulsione creatrice in alleanza con la pulsione di vita” (Gariglio, Lysek 2007, pp. 144-147), in uno studio di diversi anni di riflessione comune, sui “Movimenti creativi in analisi“, abbiamo evidenziato “tracce di benessere latenti, fagocitate da immagini onto-filogenetiche, conflittuali e traumatiche”. Queste tracce resilienti benefiche, slatentizzate dopo la disattivazione traumatico-conflittuale, possono dare nuova speranza e pulsione al trauma, alleggerendo la pulsione di morte per l’incremento della pulsione di vita (la micropsicoanalisi parla di “pulsione di morte-di vita”. Cf. Fanti 1984. Def. N. 116, p. 67). In questa fase, le tracce di benessere diventano protagoniste. Lo abbiamo rilevato anche in Lavori che hanno osservato e condiviso pitture rupestri (Convegni 2009, 2011, Centro Camuno di Studi Preistorici CCSP). I due lavori sono stati ripubblicati (2011-2014), con le immagini a colori, in Psicoanalisi e Scienza (PeS), encomiabile Rivista “fondata e diretta da Quirino Zangrilli” con “progetto scientifico, guidato dal Prof. Nicola Peluffo,”. Mi fa piacere condividere come la rivista si presenti “come un ponte tra psicoanalisi, moderne neuroscienze” […] e “scienze affini al soggetto psicologico”. Gli psicoanalisti, per la maggior parte didatti, “che scrivono nelle Rubriche hanno in comune lo spirito del confronto e della ricerca in una logica il più possibile interdisciplinare.” (Tratto da PeS di cui segnalo qui, in particolare, la Rubrica Libri,  https://www.psicoanalisi.it/category/libri/ che presenta, via via, pubblicazioni anche dei Redattori ( https://www.psicoanalisi.it/redattori/ ).

4 – In Internità, (p. 18 Prefazione), ne ho scritto: “ […] tiene conto sia del trauma della perdita con il vuoto che ne consegue durante l’elaborazione del lutto, sia dell’incorporazione delle macerie con l’Architettura rientrata nella Natura, sia delle tracce vitali che si ricompongono creativamente. Ina lo sintetizza magnificamente …”.

5 – Prefazione di Nicola Peluffo, in Quirino Zangrilli (1993).  La spiegazione dell’Immagine della perdita, data anche da Peluffo, già Prof. di Psicologia dinamica Università Torino, è stata ben richiamata da Zangrilli, nel capitolo, “L’immagine della Perdita. Riferimenti teorici e letteratura”, pp. 23-32, 2025.

6 – Ne ho già parlato in Gariglio, “La trasformazione dell’Immagine, in Micropsicoanalisi: verso un rientro di vita”. Convegno XXVI Ed. delle Giornate di formazione micropsicoanalitica, SEPARAZIONE, PERDITA E RESILIENZA, 14-15 novembre 2025. Capo d’Orlando. Evento organizzato dall’IIM, diretto da Luigi Baldari,  in collaborazione con Centro Internazionale di Filosofia della Complessità Edgar Morin, Sezione locale della Scuola Superiore della Magistratura,Ordine degli Avvocati di Patti e l’Ordine dei Medici della Provincia di Messina. Cf. anche DG, “Creatività Vita Morte”. A Levante Cultura, 2026.