Intervento presentato alla Conferenza online “Il pianeta psicoanalisi”
Il transfert: Eppur si muove!
08 Giugno 2025
Nel mio contributo a questa discussione, dopo una breve introduzione teorica, necessaria per comprendere i riferimenti su cui poggiano le interpretazioni analitiche, vorrei illustrare alcuni esempi della dinamica transfert/contro-transfert, rispetto all’attivazione di due desideri specifici: quello di maternità e quello di libertà, per i quali cercherò di definire gli aspetti inconsci: la fonte pulsionale e l’oggetto-meta. Gli esempi sono tratti dalla mia pratica professionale.
Nel pensiero di Freud il concetto di transfert (del resto come altri), ha subito una complessa evoluzione. L’idea originale, esposta negli Scritti sull’isteria, era che il transfert corrispondesse allo spostamento dell’affetto da una rappresentazione mentale ad un’altra o da una rappresentazione mentale ad un organo (conversione).
Già nel 1912, in “La dinamica del transfert” pur sottolineando la funzione di resistenza al trattamento analitico, a causa della regressione della libido sulle parti inconsce dei complessi infantili e successiva proiezione sull’analista, Freud introduce il concetto di ripetizione. “Gli impulsi inconsci – scrive – “non intendono essere ricordati, come la cura vorrebbe, bensì tendono a riprodursi…infatti, checché se ne dica, nessuno può essere battuto in absentia o in effigie”.
Inoltre, il concetto di investimento libidico dei complessi inconsci infantili, può essere inteso come un’anticipazione delle elaborazioni successive esposte in Al di là del principio del piacere (1920), in cui Freud riconduce il transfert a quella tendenza generale della materia vivente a ricostruire per ripetizione gli eventi traumatici con lo scopo di annullarli, ponendosi spazio-temporalmente nella fase pre-traumatica.
L’aspetto fondamentale che Freud non manca di evidenziare è che si tratta di fenomeni inconsci e quindi, tutto ciò che si ripete, si ripresenta, o riattiva, non ha nulla a che fare con un’attività volontaria, consapevole da parte di uno o entrambi i soggetti della relazione analitica. Esattamente la stessa cosa avviene in ogni relazione umana, ed è particolarmente evidente nelle relazioni amorose.
Quella analitica, a differenza delle altre, può presentare il vantaggio che uno dei due attori della vicenda esistenziale, lo psicoanalista, dovrebbe avere la capacità e la modestia di riconoscere che nell’incontro con il paziente riprendono vita oggetti e situazioni del passato. Mi riferisco all’attivazione di imago e fantasmi del paziente e dell’analista che interagiscono nella situazione analitica, dando luogo a vicende inconsce che possono sfuggire completamente al controllo vigile sia del paziente che dell’analista. (Peluffo N. 1989).
Quanto appena detto, se condiviso, chiarisce in modo inequivocabile l’importanza della formazione dello psicoanalista, ma anche degli psicologi/psicoterapeuti, sia che si lavori in contesto individuale che di gruppo e indipendentemente dal setting, sebbene esso abbia la sua rilevanza rispetto alla riattivazione dei conflitti inconsci, come ho esposto più volte trattando il tema delle sedute online (B. Marzi, 2020).
Vediamo ora come e con quali strumenti possiamo operare…..
Nel 1987 Cesare Musatti, uno dei padri fondatori della psicoanalisi italiana, scrisse il libro “Curar i nevrotici con la propria autoanalisi”. Come già aveva fatto Freud nel 1926 in “Il problema dell’analisi condotta dai non medici. Conversazione con un interlocutore imparziale”, Musatti racconta di un incontro con giudici e magistrati, durante il quale egli cercò di spiegare la differenza tra la cura del medico e quella dello psicoanalista e cosa avviene in questa relazione. Il concetto fondamentale che Musatti esprime è che ciò che noi percepiamo dell’altro, a meno che non sia una pura descrizione di fatti, lo possiamo cogliere solamente nel riflesso che produce in noi stessi.
Peluffo (2006) si era occupato di queste percezioni inconsce trattando il tema della relazione transfert/contro-transfert. Già da anni, tra i professionisti della psiche, frequentemente si sentiva parlare di empatia e comunicazione empatica, intendendo un tipo di messaggio che si trasmette da soggetto a soggetto in modo involontario e inavvertito, se non a posteriori. Peluffo osservava che nelle sedute psicoanalitiche, soprattutto se lunghe e frequenti, capita che l’analista abbia un pensiero, una riflessione, un’idea, e che l’analizzato dopo pochi istanti esteriorizzi un pensiero, una riflessione, un’idea identica o quasi. Ma Peluffo non era d’accordo nel definire il fenomeno telepatia e neppure empatia, se non nel senso di identificazione temporanea, (Fenichel). Peluffo preferiva usare l’espressione contemporaneità del desiderio.
Con questa espressione, alla quale soggiace un processo di identificazione inconscia, si intende l’attivazione contemporanea nell’analizzando e nell’analista di un desiderio specifico, attuale, di origine infantile. Il fatto che l’analista, nella propria formazione, abbia analizzato i conflitti inconsci di origine infantile o utero-infantile, può facilitare lo scioglimento del conflitto nell’analizzato, quando esso si attivi e manifesti nella relazione transfert-contro-transfert, anche ad insaputa di entrambi i soggetti della relazione. Infatti, nella migliore delle ipotesi la presa di coscienza avviene a-posteriori, per esempio tramite un sogno come vedremo negli esempi che seguono.
Quello di maternità è senz’altro un desiderio pressoché universale, ampiamente trattato nella letteratura psicoanalitica, che talvolta può trovare impedimenti psichici alla sua naturale realizzazione, anche a fronte di una perfetta costituzione fisica.
Un argomento estremamente attuale, soprattutto alla luce dell’impressionante calo delle nascite a cui stiamo assistendo da vent’anni ed oltre. E’ chiaro che in questo caso si debba parlare di una combinazione di più fattori, senza, peraltro escludere gli aspetti psicobiologici legati alla gravidanza.
Le fantasie di gravidanza sono frequenti nell’infanzia. Esse possono assumere un’intonazione orale, anale o fallica, in funzione della fase dello sviluppo. La fissazione a questo o quello stadio determinerà la ripresentazione, anche in età adulta, di pensieri e credenze arcaiche che, seppur criticate sul piano conscio, costituiscono un ostacolo all’agire del desiderio.
La relazione analitica, che stimola la regressione, è senz’altro un luogo privilegiato per l’espressione e la manifestazione di questi residuati del pensiero magico infantile di cui, in altri contesti ci si vergogna a parlare.
ESEMPIO 1
Una giovane donna in analisi esprimeva con grande sofferenza le difficoltà di esaudire il desiderio di diventare madre. Pensava di non averne diritto, non si considerava sufficientemente matura, a tratti si sentiva una bambina piccola oppure non abbastanza femminile. Provava un profondo senso di colpa a causa di un’interruzione volontaria di gravidanza. Il senso di colpa rinforzava il vissuto di castrazione, che si esprimeva attraverso l’idea di essere stata fisicamente danneggiata nel corso dell’intervento.
Va detto che una volta non esistevano le pillole abortive, le donne dovevano sottoporsi ad una vera operazione in anestesia totale e, prima ancora, gli aborti venivano praticati in condizioni estremamente precarie e antigieniche con l’uso di ferri da maglia, stecche di ombrelli che, nel migliore dei casi, provocavano infezioni ed emorragie. Quindi, il vissuto ancestrale della donna rispetto all’aborto era e resta traumatico.
Ma torniamo alla nostra paziente… L’immagine predominante era di avere un apparato riproduttivo danneggiato. La prova di realtà, seppur supportata dalle rassicurazioni del ginecologo, non serviva a tranquillizzarla e neppure a modificare l’immagine di sé stessa castrata.
La ricostruzione in seduta delle vicissitudini relative alle gravidanze delle donne della famiglia ed in primis della madre, consentì il deflusso di molto affetto rimasto legato alle nascite non portate a termine.
L’analizzata nei sogni impersonava spesso il ruolo dell’eroina che salvava i bambini, ma al risveglio il riscontro con la realtà della sua solitudine le causava una forte reazione depressiva che, da un punto di vista ideativo aveva come contenuti ripetitivi i suddetti vissuti di inadeguatezza, impotenza, inferiorità.
Il lavoro analitico fu interrotto, per cause di forza maggiore, in fase di piena riattivazione del desiderio edipico di avere un bambino dalla propria madre. Tale desiderio, aveva avuto una potente riattivazione nella fase di latenza che coincise con un aborto della madre e l’allontanamento del padre da casa. L’analizzata, avrebbe voluto riparare la doppia perdita: quella subita da sua madre e da sé stessa, prendendo il posto lasciato libero dal padre e coronare il suo antico desiderio di avere/dare un bambino dalla/alla madre. Fortunatamente per l’analizzata “l’idillio” non durò a lungo e al ritorno del padre a casa i coniugi riuscirono ad avere un altro figlio. È lecito ipotizzare, infatti, che se ciò non fosse avvenuto la bambina, ormai prepubere, si sarebbe arroccata su una posizione di identificazione al genitore del sesso opposto ed avrebbe sviluppato una forma nevrotica di omosessualità.
La “contemporaneità del desiderio” si espresse nella reazione contransferale attraverso un sogno che io feci subito dopo l’interruzione delle sedute: “Portavo per mano una bambina, era il mio quarto figlio”.
Il sogno esprimeva il desiderio di riparare il dispiacere per l’interruzione delle sedute con l’analizzata e per la conseguente “perdita di una figlia” che mi stava dando grandi soddisfazioni analitiche, ma il particolare del n. 4 mi indusse ad un dovuto approfondimento. Io, infatti, ho due figli e, a rigor di logica, avrei potuto desiderarne un terzo. Del resto, sappiamo bene che l’inconscio è il regno dell’illogicità!
Rapidamente mi tornò alla mente il mio desiderio edipico di avere un bambino, fratellino o sorellina dalla mia mamma. Io sono la terza e se mia madre avesse avuto un altro figlio, sarebbe stato il quarto. Inoltre, sarebbero stati quattro anche i figli della madre della mia analizzata, se avesse portato a termine tutte le gravidanze iniziate.
Qualche giorno dopo la produzione di questo sogno, ebbi la bella notizia che la giovane donna aspettava un bambino. Quando riprese le sedute disse: “Se non avessi fatto l’analisi, non sarei rimasta incinta. Quando ho visto i risultati del test di gravidanza il primo pensiero è stato: io e la dottoressa siamo rimaste incinta”. Una frase che, alla luce di quanto già esposto non necessita di grandi interpretazioni. Mi limito a dire che nella relazione transfert-controtransfert si era verificata la riattivazione contemporanea del desiderio di avere un figlio dalla propria madre e che, per spostamento e condensazione il desiderio ha trovato realizzazione nei due attori della vicenda esistenziale.
Per fare un po’ di ironia sugli “scherzetti” dell’inconscio e le fatiche del nostro mestiere, viene da dire che se un analista è fortunato può diventare madre o padre di tanti bambini.
ESEMPIO 2
Nel secondo caso che vado ad esporre, il desiderio attuale è la libertà. La risposta contro-transferale esprime la mia transitoria identificazione nell’analizzato.
Si tratta di un giovane che sta vivendo un periodo particolarmente difficile causato da situazioni sociali e familiari che oggettivamente limitano la sua libertà di espressione, movimento e realizzazione professionale.
In seduta esprime rabbia e frustrazione. Ricorda con nostalgia la spensieratezza degli anni universitari, bruscamente interrotta da un incidente che gli comportò un’invalidità temporanea, ma psichicamente vissuta come punizione al suo desiderio di libertà personale e sessuale. Il tema più frequente è la rivalità con tutti coloro che godono immeritatamente di ciò che manca a lui. È come se lo avessero derubato di qualcosa di prezioso senza il quale non può competere. È evidente l’allusione al vissuto di castrazione.
L’analizzato riesce a sdrammatizzare grazie ad una vivace intelligenza e ottimo senso dell’umorismo, che me lo rendono particolarmente simpatico. In seduta mi tornano spesso alla mente gli anni della mia gioventù, il mio spirito combattivo, le battaglie ideali vissute, il desiderio di libertà dai vincoli familiari. In questo frangente di attualizzazione dei suddetti vissuti, l’analizzato porta un sogno di castrazione in cui contrae una malattia autoimmune. La risposta contro-transferale è immediata: anch’io faccio un sogno in cui mi ammalo della stessa malattia. Cioè il mio desiderio di libertà che corrisponde a quello dell’analizzato, è contrastato dal divieto tabuico e punito con la minaccia della morte/castrazione. Ma è stato il sogno successivo che mia ha chiarito la dinamica transferale/contro-transferale, soprattutto per l’intonazione affettiva: i miei suoceri (morti da molti anni, così come i miei genitori di cui i suoceri sono i sostituti psichici) mi avevano relegato in una camera da letto enorme, con un letto stretto e scomodo; ero arrabbiatissima, scaraventavo il letto fuori dalla finestra, urlavo contro tutti. L’elemento affettivo, l’intensità della rabbia, assieme a quello rappresentativo hanno rapidamente guidato il processo autoanalitico sui vissuti di quel periodo della mia vita in cui sono incistati i conflitti inconsci dell’analizzato. L’aspetto per certi versi sorprendente è l’intensità dell’affetto espresso nel mio sogno contro-transferale.
Credo che per gli ascoltatori che abbiano una certa familiarità con i meccanismi efficienti nell’inconscio non ci sia molto altro da dire. Posso tutt’al più aggiungere che durante la mia analisi personale avevo più volte analizzato questi vissuti, ma essi sono rimasti inalterati nell’inconscio e pronti a tornare attivi nell’incontro con l’analizzato.
Come ho detto all’inizio, nell’incontro tra analista e analizzato si riattivano in entrambi i soggetti e al di fuori di ogni relazione di causa ed effetto, oggetti e situazioni del passato individuale.
L’utilità dell’impresa analitica consiste nel fatto che situazioni traumatiche inesprimibili vengono vincolate nell’attuale, rivissute ed abreagite (emozionalmente scaricate).
© Btuna Marzi
Bibliografia:
Freud S. (1912) La dinamica della traslazione, Vol VI B.Boringhieri.
Freud S. (1893-95) Studi sull’isteria, Vol I B. Boringhieri
Freud S. (1926) Il problema dell’analisi condotta dai non medici, Vol X B. Boringhhieri
Marzi B. (2020) Sedute psicoanalitiche reali e virtuali: differenze e vantaggi durante la pandemia, in rivista multimediale www.psicoannalisi.it
Musatti C. (1987) Curare i nevrotici con la propria autoanalisi, Mondadori, Milano.
Peluffo N. (1989) Il ruolo dell’immagine filo-ontogenetica nella relazione transfert-controtransfert, in (a cura di V. Caillat e D. Vigna) Dalla psicoanalisi alla micropsicoanalisi. Borla, Roma
Peluffo N. (2006) Le manifestazioni del bimbo nella dinamica transfert-controtransfert in rivista multimediale www.psicoanalisi.it
Zangrilli Q. (1988) Microdinamica del transfert, in rivista multimediale www.psicoanalisi.it
Responsabile scientifico di Micropsy.academy, piattaforma per l’aggiornamento professionale di psicologi, psicoterapeuti, medici e psichiatri. E’ perito presso il Tribunale Civile di Bergamo. E’ autrice di numerose pubblicazioni presentate a Congressi nazionali ed internazionali. Curatore e co-autore di 4 libri in lingua russa. Possiede un’ottima conoscenza parlata e scritta dell’inglese e del russo.
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Born in Frosinone on 01.13.1958. Graduated in Psychology at “La Sapienza” University of Rome. She carried out psychoanalytic training in Turin and Switzerland. Member of Italian Psychologists Association since its constitution in 1990 (n.5482). Member of the International Society of Micropsychoanalysis and training analyst of Swiss Institute of Micropsychoanalysis. Main lecturer of the module “Micropsychoanalysis” in the Postgraduation programme of “Psychoanalysis, psychoanalytical psychotherapy and psychoanalytical consultation” at Moscow Institute of Psychoanalysis. She works in Bergamo and Moscow, where she practices psychoanalysis and psychotherapy in Italian, Russian and English with people of different nationalities. She has extended experience on psychotherapy of battered and sexually abused women. She’s trainer and supervisor of several Hosting Communities for children and women and leads master classes for postgraduate psychologists in Italy and Russia. Scientific manager of training platform Micropsy.academy. Expert of the Court of Bergamo: Author of several scientific publications presented at National and International Congresses. She’s fluent in English and Russian languages.
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Доктор психологии – психотерапевт – психоаналитик. Закончила психологический факультет римского университета «La Sapienza». Далее специализировалась в
микропсихоанализе и микропсихоаналистической психотерапии в Турине и в Швейцарии под руководством Проф. Н. Пелуффо. Зачислена в Орден психологов с самого его основания в 1990 (No 5482). Действительный член Международного общества микропсихоанализа, тренинговый психоаналитик Швейцарского института микропсихоанализа. Руководитель курса по микропсихоанализу в Московском институте психоанализа. Благодаря работе в области медицинских
и социальных услуг приобрела обширный опыт в случаях
психологического, физического и сексуального насилия по отношению к детям и женщинам. Ведет преподавательскую деятельность и супервизии с психологами и психотерапевтами разных учреждений. Эксперт Судьи г. Бергамо. Научный руководитель обучающей платформы Micropsy.academy. Является автором многих научных докладов и статей, представленных как на национальных, так и на международных Конгрессах. Хорошо владеет английским и русским языками.




