Illusione e Religione

In una famosa cittadina italiana denominata Loreto, situata nella regione Marche, si trova un manufatto, sacro per la religione cattolica, denominato la Santa casa, che conterrebbe una parte della casa di Maria di Nazareth, cioè la Madonna, custodita, nel santuario di Loreto, dentro una protezione progettata dal Bramante. Vi chiederete, se pur ne fosse accertata l’autenticità, come possa essere arrivata li dall’antica Israele. 

Agli inizi di maggio del 1291, secondo la tradizione, alcuni angeli presero la Santa Casa e la portarono via in volo, lasciandola, il 10 maggio 1291, a Tersatto (ora un quartiere della città di Fiume), in Croazia. In quel luogo però i pellegrini erano spesso preda di ladri e malfattori; così, tre anni e sette mesi dopo, gli angeli la sollevarono di nuovo alzandosi in volo verso le Marche, depositandola nei pressi di Ancona, nel luogo in cui oggi sorge la chiesa di Santa Maria Liberatrice di Posatora, il cui nome la tradizione fa derivare proprio da questo evento: posa-et-ora (fermati e prega).

amgeli Lì ci restò per nove mesi, periodo di tempo abbastanza evocativo, dopodiché gli angeli la risollevarono di nuovo per posarla nei pressi di Porto Recanati, in località “Banderuola”, dove ancora oggi sorge una chiesetta; lì c’era un boschetto, proprietà di una nobildonna di Recanati di nome Loreta, per cui i pellegrini dicevano: “Andiamo dalla Madonna di Loreta”, e da tale espressione popolare venne poi dato il nome alla cittadina di Loreto. È in quella piccola selva di Loreta, che — si dice —dei pastori videro una luce abbagliante uscire dalle nubi e, dietro la luce, la casa.

Si trovava però troppo vicino al mare, esposta quindi ai pericoli delle incursioni saracene; inoltre anche lì cominciavano ad accorrere malfattori per derubare i fedeli venuti in pellegrinaggio. Perciò, otto mesi più tardi, la Casa venne nuovamente spostata dagli angeli su un terreno di proprietà di due fratelli, i conti Simone e Stefano Rinaldi di Antici, che però presto iniziarono ad approfittarsi dei pellegrini e a contendersi il denaro estorto ai devoti. E di nuovo, dopo soli quattro mesi, sempre gli angeli sollevarono la casa e la posarono, nel dicembre del 1294, al centro della strada che da Recanati conduce al porto, dunque in un luogo pubblico, che nessuno avrebbe potuto reclamare e sfruttare, sulla cima di una collina (il monte Prodo). 1

Per chi non crede all’esistenza degli angeli alcune ricerche storiche asseriscono che nel 1291 i crociati furono espulsi dalla Terrasanta per opera dei musulmani e che alcuni cristiani salvarono dalla distruzione quella che ritenevano essere stata la casa della Madonna, trasportandola prima nell’antica Illiria, in una località, di cui il santuario di Tersatto fa memoria. Successivamente nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 fu trasportata via nave, prima presso il porto di Recanati, poi su un colle in una via pubblica, dove tutt’ora è custodita.

amgeli Eppure per centinaia di anni milioni di persone in tutto il mondo hanno veramente creduto (e credo che altrettanti ancora lo facciano) che degli esseri soprannaturali, denominati Angeli, si siano caricati sulle spalle una casa e poi, volando, l’abbiano trasportata in una notte da Israele in Croazia e poi da li nelle marche. 

Un delirio collettivo reso possibile da una potenza invincibile del mondo occidentale, Santa Romana Chiesa, da un esercito di quadri potenti e influenti, i suoi cardinali, i suoi vescovi e i suoi sacerdoti, che hanno incontrato il desiderio umano di essere tutelati da esseri totipotenti da parte di un’umanità in cui il pensiero critico scientifico era di là da venire. 

Se mai ci fosse bisogno, sottolineo che non voglio urtare la sensibilità religiosa di alcuno, ma converrete con me che se uno di noi oggi  iniziasse a dire che ha visto più volte degli strani esseri alati che in gruppo hanno sollevato un’automobile e l’hanno spostata da Roma a Milano gli consiglieremmo senz’altro una visita psichiatrica. La sua verrebbe giudicata, a meno che non mostri delle prove inoppugnabili scientificamente verificate di quello che dice, una sindrome delirante e concluderemo di aver di fronte uno psicotico. Ma la condivisione su vastissima scala dello stesso vissuto, inquadrato in delle norme ben codificate e in dei rituali condivisi a livello di massa, in quella che comunemente definiamo religione, trasforma la convinzione delirante in quella che Freud definì un’illusione.

woke La religione Woke

Ora lo stesso identico fenomeno si è verificato in una gran parte dell’occidente dove una chiesa sovranazionale portatrice di una religione denominata Woke ha scientemente tentato di imporre a milioni di persone un delirio attraverso l’opera dei suoi quadri, influencer, giornalisti, insegnanti, politici, star musicali e televisive, investendo milioni di dollari in questa impresa: la nuova religione dice che i generi non sono due, ma innumerevoli e cangianti.

In questo mio lavoro ripercorreremo le tappe del pensiero freudiano e psicoanalitico rispetto alla fenomenologia sessuale, fin dal momento del concepimento alla vita adulta.

In epoca pre-freudiana la sessualità era vista come di esclusivo appannaggio della vita adulta, finalizzata fondamentalmente alla procreazione e limitata all’apparato genitale. Prima di Freud solo un acuto pediatra ungherese, Lindner, aveva sostenuto che il bambino è spinto a succhiare il seno non solo dalla fame e dal bisogno di nutrirsi, ma anche dal desiderio di conseguire la soddisfazione sessuale, che permane anche dopo che la fame sia stata soddisfatta.

Freud Pochi sanno inoltre che proprio negli anni in cui Freud iniziò ad edificare la sua teoria sulla sessualità infantile, cioè negli anni che vanno dal viaggio di studi a Parigi e Berlino del 1885-86 alla sua autoanalisi del 1897, egli fu il responsabile dell’ambulatorio per i disturbi nervosi dell’Istituto pediatrico di Vienna, diretto da Max Kassowitz, cioè si occupava di bambini. Per dieci anni, dal 1886 al 1896, Freud lavorò con i bambini per tre giorni alla settimana, e di fatto questa attività costituì il suo impegno professionale più costante.  2
Sarebbe interessante sapere perché Freud non amasse ricordare questa lunghissima esperienza né l’avesse mai inserita nelle sue esperienze formative!
Anzi Freud mostrò una sistematica propensione a cancellarne le tracce, come afferma Carlo Bonomi: “non solo dai suoi testi, sia teorici che autobiografici, non emerge alcuna rilevanza di questa formazione pediatrica, ma egli cercò anche in più modi e in diversi tempi di far passare il messaggio che la sua esperienza medica con i bambini non aveva avuto alcun ruolo negli inizi della psicoanalisi”.  3

Giunse a scrivere, nel suo scritto “Per la storia del movimento psicoanalitico” che le sue idee iniziali sulla sessualità infantile erano scaturite unicamente dalle riflessioni fatte sulle analisi degli adulti in quanto gli era mancata “l’opportunità di compiere le sue osservazioni direttamente sui bambini”. Un falso sostanziale. Possiamo ipotizzare che la sua scoperta dell’esistenza di quella che definì la posizione polimorfo-perversa del bambino lo colpì talmente tanto, cozzando con la sua formazione tradizionale, che impiegò decenni per digerirne lo shock emotivo.

Né bisogna dimenticare, come acutamente ci ricorda Rossana Ceccarelli che “Con la comparsa nel 1905 dell’opera “Tre saggi sulla teoria della sessualità” Freud ricevette le più dure critiche: della prima edizione vennero stampate solo mille copie, e ci vollero più di quattro anni per venderle; delle successive due edizioni ne vennero stampate duemila che furono vendute nello stesso lasso di tempo; il suo compenso fu di duecentosessantadue corone (53,08 dollari)”.  4

Già allora esisteva una sorta di pressione del politicamente corretto, ovviamente consono all’epoca!

gender fluid Gli adepti della nuova religione woke e del gender fluid sostengono che, mentre il sesso biologico è binario e definito scientificamente, il genere sia fluido e possa essere decostruito e ricostruito culturalmente. Il termine gender fluid (fluidità di genere) descrive un’identità di genere che non è fissa o stabile nel tempo, ma può cambiare o oscillare tra diverse identità di genere a seconda del momento o delle situazioni.

Essere gender fluid significa che una persona può essere (attenzione, non già sentirsi), in tempi diversi, più maschile, più femminile, neutra, non binaria oppure un mix di queste identità. Questa flessibilità dell’identità di genere permette di variare la propria posizione lungo lo spettro di genere senza essere ancorati rigidamente a un solo genere. La fluidità può manifestarsi in periodi brevi o lunghi e non è necessariamente legata al sesso biologico assegnato alla nascita. Capite benissimo che l’accettazione di una simile posizione manda in soffitta qualsiasi processo di identificazione stabile, di identità, di stabilità psichica. Voglio solo ricordare che per la psicoanalisi l’identificazione non è un meccanismo selettivo, ma bensì un processo mentale inconscio, sovente utilizzato come meccanismo di difesa oltre che di costruzione della personalità. Non si può scegliere a quale aspetto identificarsi, è un meccanismo tutto o niente, dunque rimanere in uno stato di non identificazione sessuale in realtà implica il pericolo di una frammentazione dell’io.

Non solo, il discorso della fluidità cozza totalmente con l’ipercollaudata teoria dei nuclei di fissazione infantile della sessualità. Cosa intendiamo per fissazione? 

Intendiamo Il fatto che la libido, nella sua specificazione sessuo-aggressiva rimanga fortemente legata a persone o a immagini, riproduca un determinato modo di soddisfacimento, rimanga organizzata secondo la struttura caratteristica di una delle sue fasi evolutive. La fissazione può essere manifesta o costituire una potenzialità permanente che si apre al soggetto. La nozione di fissazione è generalmente inquadrata in una concezione genetica dello sviluppo psicosessuale che implica un progresso ordinato della libido (fissazione a una fase). Ma la si può considerare, indipendentemente da qualsiasi riferimento genetico, nel quadro della teoria freudiana dell’inconscio come indicante il modo di trascrizione di alcuni contenuti rappresentativi (esperienze, «imago», fantasmi) che persistono inalterati nell’inconscio e a cui la pulsione resta legata. Utilizzando una metafora efficace a me molto cara, la fissazione stampa dei moduli di reazione/azione che vengono ripercorsi, come fossero delle righe di codice informatico che ogni volta che vengono riletti, riprendono vita e svolgono una modalità ripetitiva esistenziale. Chiunque abbia una sufficiente esperienza clinica sa che i nuclei di fissazione esistono, sono degli organizzatori della struttura mentale individuale e ottenerne l’addomesticamento o lo scioglimento è una delle imprese titaniche del nostro lavoro. 

fissazione Ovviamente questa esistenza di magneti potentissimi che organizzano e attraggono le energie pulsionali delle persone cozza in modo totale con una supposta fluidità del genere.

Il fluid gender da questo punto di vista è una mascheratura dell’insuccesso del fisiologico processo di maturazione sessuale, uno scacco del processo di identificazione un permanere nello stato perverso-polimorfo infantile. Non ci rappresentiamo certo la sessualità adulta come un monolite, tutti noi possiamo ravvisare nella nostra condotta sessuale residui delle varie fasi infantili, non ci baceremmo durante l’amplesso se non residuasse il ricordo della gratificazione orale né ci sarebbero toccamenti in orifizi ed organi non genitali se non residuassero fissazioni uretrali, perineali, anali. Ma la stragrande maggioranza delle persone quando pensa al suo genere non ha dubbi nel definirlo in accordo con il suo corredo cromosomico. 

gender fluid Anche la stragrande maggioranza degli omosessuali sono consci del proprio genere. Se un maschio omosessuale si pone legittimamente, in accordo con la sua storia psico-evolutiva in una posizione passiva-recettiva, non ha bisogno di dire “io sono una donna”. Se lo fa da corpo ad una fantasia onnipotente di trasformazione corporea, a volte fisiologicamente frequente nei sogni dei bambini, destinata di norma a cedere di fronte al principio di realtà. 

Se sono maschio e desidero essere donna ho l’impaccio percettivo di essere dotato di pene e testicoli: posso farmi operare e rimuovere i genitali indesiderati, prendere ormoni per tutta la vita, e realizzare un apparato sessuale recettivo, ma l’idea di essere realmente diventata donna implica il diniego del cammino che è stato necessario per diventare anatomicamente ricettivo. Il diniego è un meccanismo psicotico.

Il contributo di Debra Soh

Debra Soho Una delle personalità che ha dato un contributo sostanziale alla critica del gender fluid è la scienziata e scrittrice Debra Soh universalmente nota per il suo “The End of Gender: Debunking the Myths About Sex and Identity in Our Society”, un saggio scientifico che sfida i concetti woke contemporanei riguardanti il genere fluido e l’identità sessuale, offrendo una visione basata su dati neuroscientifici e sessuologici. Molti dei contenuti, soprattutto quelli di carattere biologico e neuro-ormonale di questo mio articolo sono totalmente debitori del suo basilare lavoro e, soprattutto del suo coraggio. 5

Il Sesso è l’identità biologica basata sui cromosomi e sui gameti: le femmine producono uova, i maschi producono sperma e spermatozoi, al momento non vi sono altre cellule sessuali diverse!

Il Genere è l’espressione fenotipica del sesso biologico basato sui cromosomi, non una costruzione puramente sociale quindi passibile di trasformazioni che non siano pantomime. Il sesso è binario e biologico maschio o femmina, definito dalla struttura di gameti. Alterazioni delle due varianti XX XY sovente si legano a svariate patologie, anche gravi. 

Condizioni come l’ermafroditismo sono estremamente rare e non invalidano la binarietà sessuale: raramente nascono individui dotati di 12 dita (esadattilia) ma questo non ci ha mai spinto a dire che le dita possono essere innumerevoli e che sia normale che lo sia. Il numero di 10 dita è probabilmente dovuto ad una lentissima storia di evoluzione genetica fondata sul fatto che il numero sia il più adatto alle funzioni motorie e prensili del genere umano.

Per la Soh la biologia influenza profondamente l’identità di genere e l’orientamento sessuale, anche a livello di sviluppo cerebrale in utero a partire dalla settima settimana di gravidanza, con effetti ormonali specifici.

Ricordiamo che lo sviluppo psicosessuale del genere umano inizia prima della nascita. I cromosomi sessuali e gli ormoni sessuali sono le due fonti principali di influenza prenatale sui fenotipi neurocomportamentali legati al genere per tutta la vita. L’espressione dei geni durante la fase embrionale della vita avvia i processi attraverso cui si sviluppano le differenze sessuali. La variazione nell’esposizione agli ormoni prenatali, in particolare al testosterone, contribuisce in modo importante alle differenze comportamentali e cognitive tra i sessi, oltre a spiegare perché alcuni individui sono più conformi ai tipici modelli di genere rispetto ad altri. Inoltre, maschi e femmine regolano i loro percorsi di sviluppo neurocomportamentale in modo differenziale in risposta agli stessi segnali. Durante la fase embrionale precoce, le creste genitali possono svilupparsi in ovaie o testicoli a seconda di alcuni geni espressi differentemente negli embrioni XX e XY. 

sviluppo sessuale Lo sviluppo dei testicoli è avviato dall’espressione del gene SRY (sex-determining region Y). Successivamente, molti altri geni, fattori di trascrizione, ormoni e i loro recettori sono coinvolti nel complesso processo di differenziazione sessuale. Nel corso della vita, maschi e femmine differiscono per fenotipi fisiologici (il concetto di dimorfismo sessuale) e neurocomportamentali, che vanno da differenze evidenti, come gli organi gonadici, a differenze più sottili, come la propensione a preferire certe attività.

In tutti i mammiferi, inclusi gli esseri umani, la prima fase dello sviluppo del genere è il concepimento, che in condizioni non patologiche genera un genoma con due cromosomi X (femmina genetica) o un cromosoma X e un cromosoma Y (maschio genetico). 

Ma anche la placenta, organo all’interfaccia tra madre e feto, gioca un ruolo centrale nella sintesi degli ormoni e nella regolazione dei processi di sviluppo. È quindi importante notare che non solo i feti sono sessualmente dimorfici, ma anche la placenta stessa contiene principalmente tessuto fetale (XX o XY) e funziona in modo differente in base al sesso del feto.

Nel 1959, in uno studio pionieristico sui porcellini d’India, si riconobbe che l’esposizione prenatale agli androgeni può produrre comportamenti mascolinizzati nelle femmine. La lungimirante previsione di Charles Phoenix che il testosterone prenatale (l’ormone androgeno principale) esercita effetti organizzativi sui sistemi neurali coinvolti nei comportamenti tipici del sesso ha ricevuto il supporto di migliaia di studi successivi su varie specie di mammiferi. I feti femminili sono esposti solo a livelli estremamente bassi di testosterone derivanti dalle ghiandole surrenali fetali e materne, dalle ovaie materne e dal tessuto adiposo materno, mentre i feti maschili sono esposti anche a livelli molto più alti di testosterone derivanti dai testicoli fetali. 

Modelli animali che manipolano gli ormoni prenatali confermano che l’esposizione di feti femminili a testosterone esogeno provoca la mascolinizzazione del comportamento, mentre in assenza di testosterone esogeno si sviluppano comportamenti tipici femminili. Questa osservazione sul fenotipo comportamentale è coerente con l’endocrinologia della determinazione gonadica fenotipica: il fenotipo femminile può essere considerato un percorso di sviluppo “predefinito” che si verifica a meno che non vi sia una significativa esposizione androgenica.

Una parte importante della ricerca ha indagato se anche negli esseri umani vi sia una programmazione androgenica prenatale delle differenze neurocomportamentali tra i sessi, come osservato in altri mammiferi.

Gli ormoni cominciano ad agire, come ricordato sopra, a poche settimane dal concepimento, lasciando tracce indelebili nell’individuo. Più testosterone conferisce maggiori abilità visuo-spaziali e strumentali, meno testosterone produce capacità sociali ed empatia più sviluppate.

Il fatto che non tutti i maschi e non tutte le femmine siano uguali tra loro dipende proprio dalla variabilità del livello di testosterone nell’utero.

Ad esempio la giovane età della madre, il suo aumento di peso, particolari trattamenti ormonali, la genetica stessa o variazioni casuali possono tradursi in più alti livelli di testosterone anche per i feti femminili; da cui discenderà un individuo di sesso e genere femminili ma con più spiccati caratteri comportamentali maschili.

Soho Cosa ci dicono in sostanza questi dati? Confermano l’ovvio: che anche il genere, oltre al sesso è un dato enormemente influenzato dal biologico, che esso si determina in utero nell’epoca della relativa totipotenza cellulare e che, influenzato dal tasso testosteronico, fissa delle direttrici ineludibili ed irreversibili. Possiamo senz’altro mettere una sovrastruttura culturale al dato di realtà, piegarlo con la manipolazione se ad agire è l’io conscio o con il delirio, in caso di rottura psicotica, ma la sovrastruttura rimane tale: essa non corrisponde alla realtà.

Senza considerare il fatto che se, negando l’evidente, dicessimo che si, il genere è una libera scelta o un prodotto della società, dovremmo allora giustificare e considerare scientificamente fondati i tentativi di riconversione della posizione omosessuale: se il genere si può cambiare possiamo “curare” gli omosessuali. È il modo di procedere di certa cultura di derivazione marxista che in ogni campo incolpa il sistema sociale: un’operazione già fatta con la rovinosa Legge Basaglia, la legge che in Italia smantellò l’stituzione manicomiale, che pur avendo avuto l’indubbio merito di averne svelato gli inaccettabili lati oscuri, dall’altra parte, teorizzando che la malattia mentale sia unicamente un portato di società distorte e agognando all’Uomo Nuovo ha di fatto totalmente eliminato la cura del paziente psichiatrico in Italia. Ė un dato di fatto assolutamente incontestabile.
Noi sappiamo che la malattia mentale è invece una risultante dei profondi conflitti pulsionali che albergano a livello inconscio nella psiche individuale e in alcune forme il portato di disfunzioni bio-organiche. Puoi costruire la società più umanamente utopica, l’Edipo esisterà sempre, con le sue conseguenze psichiche: io l’ho definito l’organizzatore del processo vitale.

Psicoanalisi e sesso

Questo quanto alla biologia. Ma cosa possono dire degli psicoanalisti quali siamo? 

intrauterino Che noi crediamo in modo concreto, dato che abbiamo raccolto innumerevoli prove cliniche, che l’ipotesi di Fanti, Codoni, Peluffo e Lysek dell’esistenza di una vita psichica prenatale che influenza in modo drammatico l’esistenza umana sia un dato di fatto. Su questo subimmo violentissimi attacchi fino agli anni 2010, cioè per oltre 40 anni. Oggi, finalmente, se si effettua una ricerca sulla letteratura scientifica mondiale sulla vita psichica fetale nei risultati compaiono migliaia e migliaia di lavori scientifici che la attestano. E lo psichismo intrauterino, che non può essere certo scisso dal biologico, posa i binari su cui la vita psichica si dispiegherà nella vita adulta. I miei formatori mi hanno insegnato che la vita psichica va dall’epoca intrauterina ai 5-6 anni, poi tutto è ripetizione, più o meno mascherata ed ho sempre puntualmente verificato questo assioma in oltre 40 anni di attività professionale.

La disforia di genere esiste, spessissimo la vediamo comparire a fianco dei disturbi alimentari e molto spesso ne è la causa: una difficoltà profonda, data da traumatismi intrauterini ed infantili, spesso casi di molestia o violenza sessuale, che rendono impossibile aderire al proprio sesso biologico. L’astinenza dal cibo o al contrario il tratto bulimico e l’obesità sono tentativi di riscrivere le forme del corpo, di modificare o far scomparire i caratteri sessuali secondari, vissuti come attrattori pericolosi.

La teoria gender fluid è questa si, un potentissimo condizionamento sociale, una vera e propria religione in fase di esplosione psicotica. Una religione talmente potente che ha reso difficilissimo in passato esporre tesi come quelle che sto illustrando, pena un ostracismo scientifico o peggio una persecuzione economica o addirittura penale. Sono innumerevoli i colleghi che negli USA e nell’Europa occidentale, nell’epoca dei governi liberal hanno perso cattedre universitarie, lavori, editori, etc. proprio perché letteralmente perseguitati.

trauma fetale Oggi posso dire finalmente che la cultura woke, l’idea di un genere di libera scelta e potenzialmente cangiante è il risultato di uno psichismo pre-edipico, dunque border-line, se non psicotico, che cerca di tutelare il polimorfismo-perverso infantile, quel fenomeno per cui il bambino tende ad utilizzare come forma di piacere equivalente qualsiasi regione corporea e qualsiasi oggetto, animato o inanimato. Non siamo fan della posizione del missionario, sappiamo che le tracce di questo pansessualismo si conservano nello psichismo adulto ed hanno una loro economia anche divertente nella soddisfazione sessuale dell’adulto. Ma riteniamo come assodata la teoria genetica dello sviluppo psicosessule infantile di Freud divisa in stadi di organizzazione della libido.

  • Fase orale (0-1 anno): piacere incentrato sulla bocca e le sue funzioni.
  • Fase anale (1-3 anni): piacere incentrato sull’ano e sul controllo degli sfinteri preceduta, aggiungo io, da una fase di transizione perineale.
  • Fase fallica (3-6 anni): interesse e piacere incentrato sui i genitali e contemporaneo sviluppo del complesso di Edipo.
  • Periodo di latenza (6-12 anni): sessualità latente, sublimata in attività sociali e intellettuali.
  • Fase genitale (dalla pubertà in poi): maturazione della sessualità con interesse verso relazioni oggettuali mature.

Sono fasi che hanno una direzione, naturalmente orientate verso la genitalità e l’eterosessualità poiché si appoggiano e devono realizzare un’altra pulsione vitale per il genere umano: una modalità di accoppiamento generante o pulsione di eternamento del genoma. Freud, come direi amorevolmente, prese a specificare nella sua famosa lettera alla madre di un suo paziente omosessuale, non ha mai, dico MAI, considerato la posizione omosessuale come una malattia, ma neppure una libera scelta, bensì la risultante di un percorso di tentativi ed esperienze psichiche e biologiche, traumatiche o meno, una variante della funzione sessuale, derivante, come lui specifica nella lettera, da una battuta d’arresto dello sviluppo psicosessuale (“we consider it to be a variation of the sexual function produced by certain arrest of sexual development”). 

Icaro Poi la mente dell’essere umano può desiderare qualsiasi cosa sia rappresentabile, per esempio avere le ali e volare, e può convincersi che quella che agli osservatori esterni appare come una fantasia, per lui sia una realtà fattuale, salire su un davanzale e pensare di spiccare il volo. Da Icaro in poi sappiamo come va a finire. Per molti schizofrenici la causa di morte è la defenestrazione. Le ali, come il genere, non compaiono perché lo desideri: le possiedi solo se il progetto genomico e l’attivazione dei geni le prevede o se ti costruisci una macchina volante, ma non diventi un angelo solo perché guidi un elicottero. Pensare di poter cambiare genere o che questo sia fluido è una fantasia. Legittima se rimane tale e come tale viene riconosciuta: in definitiva nella fantasia possiamo essere chiunque o qualsiasi cosa. Non esisterebbero il teatro o la fantascienza.

I generi, sono due, maschili e femminili. Maschi e femmine possono legittimamente avere in società qualsiasi tipo di orientamento verso l’oggetto sessuale, ma un maschio per amare un maschio non ha alcun bisogno di definirsi o pretendere di essere definito donna, per quanti siano i processi di modificazione chirurgici, ormonali, farmacologici a cui ha sottoposto il suo organismo. Se vuole credere come assolutamente reale una fantasia può farlo, ma noi abbiamo il dovere di ritenerlo un delirio. Non vi sarà Religione che mi farà cambiare convinzione.

Occorrere ripercorrere la letteratura sui nuclei di fissazione della libido poiché questi sono una bussola importantissima nell’orientamento dell’analisi della psicosessualità. Ce li possiamo raffigurare come un fiume in piena che grazie alla sua forza a tratti rompe gli argini e devia dal tragitto lineare scavando una diramazione nel terreno. Quella diramazione ogni tanto tenderà ad essere ripercorsa soprattutto nelle fasi traumatiche della vita ove si attiva la cosiddetta regressione: “In un processo psichico avente un senso di percorso o di sviluppo si designa come regressione un ritorno in senso inverso da un punto già raggiunto a un punto anteriore ad esso 

L’esposizione di alcuni casi clinici renderebbe il discorso molto più chiaro, ma la delicatezza dell’argomento ci impedisce di scendere nel dettaglio.
 Tenendoci sulle generali ho avuto molti casi di persone con una stabile posizione eterosessuale che per le vicende della vita hanno improvvisamente avuto un agito omosessuale. Tralasciando l’ovvio discorso dell’omosessualità latente in ognuno di noi, molto spesso questi agiti sono messe in atto di potentissimi desideri infantili rimossi diretti verso l’oggetto del proprio sesso. Spinte che appartengono al polimorfismo sessuale infantile che non avevano trovato la strada della realizzazione, sottomessi di solito alla proibizione del Super-io. Non avete idea di quanto potenti possano essere questi nuclei di desiderio incistati nell’Inconscio. Penso sempre ad esempio ad un adulto normonevrotico che era assolutamente convinto di aver comprato una motocicletta, averla parcheggiata in un garage e poi averne dimenticato l’ubicazione. Ne rimase assolutamente certo per anni e anni, fino a che in seduta si ricordò di quanto bruciante ed impotente fu per lui essere l’unico in assoluto del suo gruppo di amici a non avere una moto e di quanto l’aveva desiderata. Il desiderio era sovradeterminato da un desiderio infantile di salire sulla moto di suo nonno, cosa per lui assolutamente proibita, ma concessa a suo fratello poco più grande di lui.
 Ora nella vita adulta i desideri dell’infanzia possono riprendere vita, magari spinti da un incontro o da un sogno, ed i soggetti, grazie anche alla sostanziale e provvida decolpevolizzazione sociale attuale, si concedono l’esperienza, che spesso rimane isolata e chiude la pagina del tentativo. Non si strutturano in un nuovo orientamento sessuale ma sono situazioni che pagano il pegno al nucleo di fissazione infantile: in definitiva un fenomeno di regressione che da luogo ad un agito. Non cambiano né sesso né identità sessuale ed è probabile che una volta che il desiderio bloccato nell’infanzia si sia manifestato nell’agire (con gli psicotici l’acting out è frequente) ripercorreranno di nuovo il proprio sviluppo sessuale nella vita che resta. In modo totalmente decolpevolizzato. Non abbiamo obiettivi di costruzione di posizioni sessuali, ci limitiamo a rimuovere sensi di colpa ed ostacoli alla progressione naturale della libido. E credetemi, non è poco.

© Quirino Zangrilli

Videografica: Luca Zangrilli grafica e web

Note:

1 – (Basilica della Santa Casa. 10 febbraio 2025. Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 12 febbraio 2025, 17:28 da https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_della_Santa_Casa).

2 – Bonomi C., Perché abbiamo ignorato Freud “pediatra”? La rilevanza del training pediatrico di Freud  per le origini della psicoanalisi. The Wise Baby / Il poppante saggio, Vol. 5 (1): 11-53, 2022.

3 – Bonomi C., ibidem.

4 – Ceccarelli R., Freud: la teoria della libido , Psicoanalisi e Scienza, 2004.

5 — Debra Soh, The End of Gender: Debunking the Myths about Sex and Identity in Our Society, Threshold Editions, 2020.